11 novembre 1981, Palmina Martinelli fu arsa viva da Giovanni Costantini ed Enrico Bernardi. La 14enne fu portata in ospedale con ustioni gravissime. Dopo una lunga agonia, morì in ospedale 22 giorni dopo.

In quel periodo Palmina ebbe la forza di dire tutto al pm Magrone, scomparso nel 2023. Con quel filo di voce rimasto disse più volte e senza alcuna contraddizione che cosa era successo: “Entrano Giovanni (Costantini) ed Enrico (Bernardi) e mi fanno scrivere che mi ero litigata con mia cognata. Poi mi chiudono nel bagno, mi mettono lo spirito e mi infiammano”. Erano due fratellastri di Locorotondo, la cui madre gestiva una casa di appuntamenti in una vecchia villetta diroccata. Lo fecero perché Palmina non voleva prostituirsi. Nell’ottobre del 1989 la Cassazione accolse i ricorsi degli imputati, tra l’altro già assolti dalla Corte d’Assise d’Appello l’anno prima con formula dubitativa. In Cassazione, ottennero entrambi la formula piena: “Perché il fatto non sussiste”. Secondo i giudici Palmina si era uccisa perché non si trovava bene nel contesto familiare. Palmina era un’adolescente cresciuta troppo in fretta in una famiglia di sedici figli e in un ambiente omertoso, dove l’illegalità era la norma. Ad avvalorare la tesi del suicidio c’era proprio la lettera, assai contestata dalle perizie, in cui avrebbe spiegato i motivi per cui voleva farla finita.
Ma quella lettera potrebbe essere un falso. Palmina voleva scappare di casa, voleva un futuro per lei che i suoi genitori non erano stati capaci a darle.
45 anni dopo, e sottolineo 45 ANNI DOPO, pochi giorni fa, il caso è tornato sui tavoli della Procura di Bari. Palmina è stata arsa viva, si indaga per omicidio colposo. La procura cercherà di ribaltare la sentenza della Cassazione in cerca di complici.
Sono certa che una ragazzina di 14 anni in fin di vita non ha alcun motivo di mentire. Palmina non c'è più, i suoi assassini sono sfuggiti alla giustizia, quello che si può fare, 45 anni dopo, è solamente rimettere giustizia e verità sullo stesso piano, riequilibrare la bilancia della dea Giustizia, per Palmina, e per tutte le vittime di questo mondo ingiusto.