Calendario rivoluzionario franceseMi annoiavo e mi sono ricordato di questo calendario, mi aveva sempre incuriosito ma non lo avevo mai approfondito fino ad ora. Ad attirarmi, credo sia un po', quel non so che di utopico che lo pervade. L'idea che una società possa ricominciare da zero, persino nel modo in cui conta i giorni, ha qualcosa di affascinante, seppur con tutte le ripercussioni e le realtà del momento che tutti conosciamo.
Il calendario venne istituito nel 1793, in pieno periodo rivoluzionario, per celebrare il definitivo passaggio alla Repubblica. Le premesse sono piuttosto facili da individuare: al di là di tutti gli eventi che sconvolgevano la Francia, una delle necessità che più premeva la nuova repubblica era quella di rompere una volta per tutte col passato monarchico e tutto ciò che ne derivava.
In questo senso il calendario gregoriano non era più accettabile ,troppo legato alla religione, ai santi, alla vecchia concezione del tempo... I rivoluzionari volevano rinnovare anche il tempo stesso. Proprio per questo l'anno di istituzione del calendario divenne l'Anno I, con inizio non più dalla nascita di cristo ma dalla fondazione della repubblica il 22 settembre 1792.
Dal punto di vista del funzionamento il calendario si basava su una logica decimale, la settimana non durava più 7 giorni ma 10. I mesi invece sono forse la parte più bella. Ogni mese è indicato da una parola che richiama il clima del periodo corrispondente, una prima distinzione la si ha dalle desinenze che cambiano a seconda della stagione:
"aio" per i mesi autunnali "oso" quelli invernali "ale" quelli primaverili "oro" quelli estivi
Questi sono i mesi in ordine ognuno con la sua allegoria (gli ultimi non ho trovato immagini decenti):
In tutti ciò cambiano anche i giorni, ogni giorno diventa di 10 ore, ciascuna divisa in 100 minuti, ogni minuto ha 100 secondi e ogni ora corrisponde a 2 ore e 24 minuti. Inoltre, se prima erano dedicati ai santi, ora venivano dedicati a elementi della natura: per lo più piante, animali. Anche qui è chiaro il distacco da "calendario della fede" ad un'qualcosa di più pragmatico e razionale, anche se razionale fino a un certo punto... delle ricorrenze quasi "sacre" c'erano comunque, semplicemente non erano legate al cattolicesimo.
Infatti essendo ogni mese composto da 30 giorni, ne rimanevano 5 (o 6 se l'anno era bisestile), questi vennero aggiunti un po' come una settimana a parte alla fine dell' ultimo mese (Fruttidoro) ed erano chiamati "sansculottides" (da "sanculotti", i popolani francesi)
Erano questi:
Jour de la Vertu (giorno della Virtù) Jour du Génie (giorno del Genio) Jour du Travail (giorno del Lavoro) Jour de l'Opinion (giorno dell'Opinione) Jour des Récompenses (giorno dei Premi) Jour de la Révolution ( giorno della rivoluzione, questo negli anni bisestili)
@Protapalle