questo sarà il primo post di una piccolissima serie sull'Afghanistan. per prima cosa voglio parlare di quello che ci ha portato alla situazione attuale (da qui la scelta di taggarlo come riflessione, dato che conterrà dei pensieri personali dati dall'esoerienza vissuta). Tutto nasce da una decisione, a mio parere, sbagliata da parte dell'allora presidente Obama. tra la fine del 2013 e gli inizi del 2014, convinto dell'ineluttabilità della sconfitta dei talebani sul campo decise di rimodulare pesantemente la missione in atto, trasformandola da ISAF (che aveva come scopo primario la "pacificazione" e la creazione di una nazione democratica) in Resolute Support (che doveva servire esclusivamente all'addestramento delle forze di sicurezza afghane). chi mastica un pò di psicologia sa che celebrare un successo prima che sia avvenuto può portare a gravissime conseguenze. ed infatti è successo proprio questo. perchè l'idea primaria dell'amministrazione USA era di arrivare al ritiro dei contingenti (teoricamente solo quello americano ma sarebbe come dire che una gita non è sospesa, mancano semplicemente l'autobus e l'albergo) entro il 31/12/2014. alla notizia, come sarebbe dovuto essere prevedibile, i talebani hanno smesso di operare e si sono seduti sull'argine ad aspettare di veder passare il "cadavere" della NATO. questo ha costretto alla creazione della missione di addestramento che però creava un altro problema e cioè il fatto che le forze di sicurezza afghane non avevano nè i mezzi nè le capacità di poter tenere testa ai talebani. l'unica cosa che si è ottenuta è stata il drastico calo delle vittime all'interno della coalizione e la lentissima erosione di quanto ottenuto fino a quel momento. nelle zone più periferiche il controllo è passato ai talebani, la Repubblica si è ristretta ai centri maggiori e chi ha pagato il prezzo più alto è stata, come sempre, la popolazione civile ed in particolare, come sempre, la popolazione femminile che si è vista spogliare di quei pochi diritti che aveva finalmente conquistato (il principale era il diritto all'autodeterminazione). questo ha ovviamente portato ad un crollo nella fiducia nei confronti sia della NATO che del governo afgano. i risultati di questa perdita di fiducia si sono visti a partire dal ferragosto 2021 quando un esercito sulla carta ben equipaggiato è passato ai talebani. e la fretta di abbandonare il paese ha significato che moltissimi sistemi ad alta tecnologia (americani) sono rimasti sul terreno con anche personale addestrato a farli funzionare. è stato, a mio esclusivo parere, un disastro sia militare che politico ceato dalla fretta di poter mettere il cappello su una "vittoria".
per ora è tutto, continuerò in seguito.
(per i moderatori, se dovessi aver sbagliato tag toglietelo pure)
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