
mi sento come il Visconte dimezzato. Completamente spezzata in due.
Da una parte esiste la parte di me più felice, dall’altra quella che mi perseguita in momenti come questo.
Non capisco perché tenda a sentirmi così sola nella moltitudine e così vuota nella pienezza.
È come se fossi incompleta, eppure, ho tutto. Ho dei capelli che sfiorano i visi degli altri, delle braccia che sentono il calore dei corpi, degli occhi che guardano i sorrisi dei passanti e un cuore che è in grado di amare.
Cos’è che mi manca?
C’è un pozzo al centro del petto:
comprime le arterie e ne blocca l’ossigeno.
Nel fondo galleggia la speranza
di farmi bastare il niente.
Non è sofferenza e nemmeno allegria
forse è una strana apatia
che naviga nelle vene
e non c’è nulla che tenga insieme.
“Non ho niente” mi dico
allora perché il mio corpo viaggia
alla ricerca dell’essere infinito?