Non ci pensò due volte, Miap afferrò il drappo e se lo legò stretto al braccio, poi prese a correre verso le mura del villaggio vicino, sull'orizzonte ad est. Non allentò di un secondo il suo frenetico passo, fragoroso contro il sentiero sterrato, finché, giunto alle porte d'ingresso, una guardia dal volto familiare interruppe il suo tragitto. "Miap, qual buon vento. Ti vedo irrequieto, cosa ti porta qui, a quest'ora della sera?" Era una delle guardie più fedeli al Signore locale, Sir. Watari III, cui Miap era solito, data la natura bonaria del Signorino, effettuare scambi monetari al prezzo del raccolto mensile.
"È terribile Watarino," cominciò Miap con respiro affannato, "Antes, è giunto." Watarino sgranò gli occhi per un istante prima che un timido rossore iniziò a fiorire sul suo volto "...Senz'altro interessante, Miap, ma non credo sia affar nostro,"
"Ma cosa vai capendo, Watarino! È qui, quel tiranno ha raggiunto le nostre terre!" Watarino scosse subito il capo e si affrettò a radunare il resto del corpo watariano per fare immediatamente rapporto al Signorino "Seguimi," Watarino fece cenno col capo "Non c'è un solo istante da perdere."
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