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LibertaliaDevo ammettere che la questione dei pirati mi ha sempre affascinato, soprattutto perché è un qualcosa che oggi per quanto saturata da visioni più o meno veritiere derivate da narrativa, film e varie altre leggende che vi aleggiano attorno, nasconde una parte storica ancora più interessante.

Oggi però volevo partire proprio da una di queste leggende, in particolare quella di Libertalia

Per quanto ne sappiamo la principale e praticamente unica fonte risiede nel libro "Storia generale dei pirati" (anche lui con una storia abbastanza particolare).

Secondo il libro, Libertalia venne fondata intorno agli anni 80/90 del 600 in Madagascar per mano di due figure:
James Misson: Capitano francese di famiglia benestante descritto come idealista e incline al ragionamento filosofico.
E Frate Caraccioli: frate domenicano italiano, intellettuale e rivoluzionario. Proprio il Caraccioli sembra aver avuto un ruolo fondamentale nel convincere Misson ad abbracciare i forti ideali che saranno poi alla base della comunità.

Inizialmente questi tizi avrebbero quindi istituito sulla loro nave detta "la Victoire" una comunità egualitaria liberando gli schiavi dalle navi catturate e integrandoli nell' equipaggio.
Successivamente, a seguito di una tempesta che distrusse la nave, avrebbero trasferito questo esperimento sulle coste malgasce, fondando appunto Libertalia.

Si trattava di una colonia anarchica, un'oasi pirata luogo di un esperimento assolutamente utopico per il tempo.
Il funzionamento di questa società viene raccontato nel libro in modo piuttosto dettagliato, può essere però riassunto in un connubio di democrazia diretta e condivisione totale dei beni.
La popolazione era estremamente eterogenea: pirati, ex schiavi, persone di diverse nazionalità accomunate da un unico codice di condotta basato sul rispetto altrui.
Un'idea così radicale da richiedere persino una lingua comune inventata appositamente.

La società sarebbe durata per 25 anni prima di essere distrutta da un assedio indigeno.
I suoi fondatori morirono anche essi: Misson in una tempesta, il frate durante l'assedio.
L' unico sopravvissuto sarebbe stato Thomas Tew, pirata realmente esistito.

In ogni caso, per quanto figo sarebbe stato (soprattutto ritrovarne i resti), Libertalia sembra non essere esistita realmente.
Misson e Caraccioli sono quasi certamente figure di fantasia, quanto a Tew, potrebbe essere stato inserito come espediente narrativo, funzionando come una sorta di ponte tra leggenda e realtà.
Inoltre per quanto ne sappiamo il libro è l'unica fonte che ne parla.
Una cosa del genere sarebbe dovuta essere largamente documentata, un po'come la repubblica di Nassau (questa è realmente esistita, forse ci farò un post).
In fondo i pirati erano essenzialmente dei criminali e pertanto erano tracciati e documentati meticolosamente dalle autorità, è improbabile che una cosa del genere passasse tanto inosservata.

Il tutto considerando che il Madagascar non era certamente un posto nascosto.
Al contrario, fu una base pirata molto attiva tra il 1680 e il 1720 circa.
Diversi pirati si stabilirono lì permanentemente, si integrarono con la popolazione locale, si sposarono ed ebbero figli.
Dunque una realtà di comunità parzialmente autogovernate esisteva eccome, ma nulla di così ideologicamente elaborato come Libertalia.

Inoltre non va dimenticato come il periodo di tutta questa storia è quello del nascente illuminismo. La descrizione di Libertalia assomiglia non poco alle utopie filosofiche che circolavano nel pensiero europeo dell'epoca.
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2 mag 2026 alle 20:52 (modificato)

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