Avatar Pali 🌻 Riflessione
C'è un qualcosa di poetico nel fatto che le nuove missioni lunari siano intitolate ad Artemis, sorella di Apollo. Esattamente come nella mitologia greca Artemis è sorella delle missioni Apollo.

Il ritorno dell'uomo sulla luna porta con se un lavoro immenso che coinvolge anche l'Italia. Ma qui non ci sono in gioco soltanto successi scientifici e l'orgoglio di portare la prima donna sulla luna. La missione Artemis sarà decisiva anche nel futuro del nostro pianeta.

Un futuro che come tale ha tante vie. Abitare la luna è un sogno che l'uomo si porta con sé da ormai tantissimo tempo. Ma con quale approccio si farà? Per ora gli sviluppi sono esclusivamente scientifici. Esattamente come l'Antartide nessuna nazione si può appropriare di corpi celesti (Trattato sullo Spazio Extra-atmosferico del 1967). Sappiamo però, vedendo la storia recente, che è facile violare i trattati internazionali, ma, al contrario, sono assai difficili le de-scalation e le risoluzioni. Oggi non ci sono più soltanto gli interessi di agenzie spaziali nazionali, a voler mettere la propria bandiera sul suolo lunare ci sono soprattutto aziende e imprenditori.

Portare l'uomo sulla luna richiede costi che il pubblico non potrebbe mai sostenere al giorno d'oggi. E anche se le regole imporranno un esclusivo uso scientifico, nulla vieta un futuro di sviluppo immobiliare, regolato, certo, ma come? La mia principale preoccupazione è che il nostro satellite diventi una sorta di nuova Dubai, dove tutti i sogni sono realizzabili (ma solo se hai un bel portafoglio gonfio). E in tal caso muoia pure Sansone con tutti i Filistei... che ne sarà di noi terrestri quando le superpotenze saranno arroccate sul suolo lunare? Al momento è pura fantascienza, ma basta leggere qualche storia fantascientifica del secolo scorso per capire che la fantascienza non è sempre utopistica.

Una soluzione c'è. La strada maestra è la scienza. Sotto il 60° parallelo, come sulla Stazione Spaziale Internazionale, non ci sono le leggi di uno o di quell'altro paese, c'è soltanto il genere umano, c'è soltanto la legge scientifica: donne e uomini appartenenti a paesi che magari sono in conflitto tra di loro, si trovano a condividere gli stessi spazi, a lavorare insieme. È esattamente il mondo che vorremmo, un mondo senza speculazioni e senza guerre. Qui non ci sono armi, sono vietate, i paesi condividono il progresso con gli altri, non ci sono brevetti. È esattamente questo che mi aspetto che avvenga per un futuro sulla luna.

Lunari e terrestri, ma sempre esseri umani, con mille differenza, ma con un cuore uguale.
3 apr 2026 alle 6:20