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📺 La storia della TV italiana: in via Teulada

Roma non è stata costruita in un giorno. Il suo spazio, anche televisivo, se l'è dovuto costruire contro tutto e tutti. Per la Rai Milano rappresentava la parte più formale della televisione. Il Telegiornale aveva sede in Corso Sempione ad esempio. Nella sua sede alla Fiera Campionaria invece venivano registrati i programmi di spettacolo teatrale. A Torino negli anni '60 si concentra soprattutto sulla trasmissione radiofonica, ma mantiene i suoi studi televisivi, che saranno sede più avanti dei più importanti programmi culturali della TV di Stato.Gli studi di via Teulada entrano in funzione nel 1957 e Roma muove i primi passi televisivi in un periodo molto complicato per la capitale. Ci si guarda indietro è c'è la sua storia millenaria, ma guardando avanti c'è un'industria che sta allontanando tanti giovani, in particolare nel triangolo industriale del nord Italia. Tra le poche certezze c'è Cinecittà, tornato a pieno regime nel secondo dopoguerra.Cinecittà sforna non solo grandi produzioni, ma anche persone altamente qualificate, dai registi agli scrittori, dagli addetti e operatori tecnici ai costumisti. E se non tutti possono seguire le orme di Federico Fellini, la televisione offre uno spazio creativo a chi rimane escluso dal grande schermo. Via Teulada segna dunque un nuovo Rinascimento, rompendo gli schemi della TV come mero strumento di cultura. Via Teulada diventa dunque la casa dei varietà. Il protagonista in assoluto è Antonello Falqui, che abbiamo già conosciuto nei precedenti capitoli.Lo Studio Uno di via Teulada è il posto dove l'Italia diventa più spensierata, ma è anche il nome del programma di maggior successo di Falqui. Studio Uno non è un varietà, è IL varietà, si trasmette in diretta in uno studio totalmente austero, ma con grandi scenografie. A dare movimento alla scena ci sono luci e movimenti di telecamere, guidate da una squadra che lavora in maniera perfetta sinergia, tutto sotto la guida di Falqui, assieme a Guido Sacerdote. La squadra di Studio Uno si completa con il ballerino Don Lurio, il mago delle coreografie; nel corpo di ballo ci sono 2 giovani ragazze tedesche, alte, con 2 gambe slanciate che fanno impazzire gli spettatori e ingelosire le spettatrici. Alice e Ellen sono gemelle inseparabili. Trasferitesi in Italia vengono subito notate da Don Lurio, che le porta alla corte di Falqui. Debuttano nella trasmissione Il Giardino d'inverno, prototipo di Studio Uno sempre ideato da Falqui. Le Gemelle Kessler debuttano con alcune cover del Quartetto Cetra, e nel 1961, con Studio Uno, fermano l'Italia a ritmo di Da-da-un-pa. In seguito Le Kessler aprono Studio Uno, sulle note di "La Notte è piccola per noi"Per un programma fuori dagli schemi serve un personaggio fuori dagli schemi. Davanti alle telecamere c'è a condurre Mina. Per Mina Studio Uno rappresenta la consacrazione televisiva. Ad affiancarla ci sono ospiti più svariati, ognuno che porta talento, umorismo e divertimento: da Caterina Caselli a Ornella Vanoni, da Lelio Luttazzi a Romolo Valli.Antonello Falqui è morto nel 2019. Per omaggiarlo la Rai gli ha intitolato lo Studio TV1 di via Teulada.
17 giu 2026 alle 7:51