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📺 La storia della TV italiana: il Secondo Canale

Siamo arrivati al 1° agosto 1961, una data importantissima del nostro viaggio nella TV italiana. Il Programma Nazionale fino a quel momento è l'unico canale televisivo disponibile in Italia. La trasmissione è monopolio di Stato e si paga un abbonamento per la televisione, separato da quello radiofonico. Siamo ancora ben lontani dalla rottura del monopolio, anche se un tentativo da parte di un privato c'è già stato.Nel 1956 il quotidiano romano Il Tempo chiese la concessione per l'apertura di Il Tempo TV, un programma che sarebbe potuto essere il precursore dei moderni programmi all news 24. La concessione però fu negata e confermata dalla Corte di Cassazione che riaffermò il monopolio sulle trasmissioni. Stessa sorte per il programma lombardo TV1, stroncata sul nascere per ricorso della Rai, che si appellò all'articolo 43, che garantisce la tutela di un già preesistente monopolio nell'interesse di un servizio pubblico essenziale.Negli anni '60 iniziano ad affacciarsi le prime radio clandestine, che inizieranno a fare scricchiolare l'impianto legislativo sulle trasmissioni in radiofrequenza. Ma se per le radio era molto facile raggirare il monopolio, poiché richiedeva pochi strumenti, per la televisione questo era del tutto impossibile.

I ribelli dell'etere erano soprattutto giovani, sempre più acculturati e curiosi. Il Programma Nazionale non soddisfava più quei ragazzi cresciuti tra le macerie del secondo dopoguerra. Il boom economico offriva loro sogni e speranze e per loro serviva qualcosa di nuovo.È così che la Rai decise di raddoppiare l'offerta. Mettere in funzione un secondo canale però richiedeva la totale riprogettazione di tutti i trasmettitori, tutti i ripetitori, tutte le antenne riceventi e soprattutto l'acquisto o l'adeguamento dei televisori da parte degli abbonati. Per "sdoppiare" il segnale era infatti necessario passare dalla banda VHF (Very High Frequency) alla banda UHF (Ultra High Frequency). Le frequenze ultra altissime, rispetto alle frequenze altissime, sono caratterizzate da segnali con una portata più corta, più deboli contro gli ostacoli fisici, ma la loro ampiezza permette appunto di trasmettere più segnali.Adattare i trasmettitori fu la cosa più semplice. Le sedi di Torino e Milano, ancora una volta, ripresero a sperimentare. Per verificare il corretto funzionamento però serviva un luogo privo di interferenze, capace di monitorare il nuovo segnale in maniera pulita. Ancora una volta si trae spunto dal settore radiofonico. La Rai aveva già un luogo isolato con queste caratteristiche, situato a Monza. Il centro di controllo Rai del Parco di Monza nasce nel 1954 e nel 1957 fu tra i primi siti occidentali a intercettare il segnale "bip-bip" dello Sputnik, il primo Satellite lanciato in orbita. Disponeva delle più avanzate tecnologie di ricezione e trasmissione, permettendo di verificare la stabilità dei segnali trasmessi in tempi rapidissimi.Il 1° agosto 1961 fu dunque acceso per la prima volta il segnale UHF, che rimarrà in uso fino al passaggio del Digitale Terrestre nel 2012. Tutto è pronto e per iniziare le trasmissioni regolari si sceglie una data simbolica: il 4 novembre 1961.Benvenuto Secondo Canale! Durante la puntata di Studio Uno, Mina saluta il nuovo arrivato, che nella giornata inaugurale trasmette una programmazione speciale, interamente dedicata alle commemorazioni della vittoria nella Prima Guerra Mondiale.Il Programma Nazionale rimane il punto di riferimento per gli abbonati, ma il Secondo Canale porta alla televisione molte novità, che vedremo nei prossimi capitoli.
19 giu 2026 alle 12:42