Avatar Pali 🌻 Riflessione
Vi ricordate il diagramma di Eulero-Venn? È una delle primissime cose complesse che una bambina affronta.

Mentre sistemavo la casa messa a soqquadro dai ladri ho pensato a questo (Soqquadro tra l'altro, una parola tutta strana che si sposa sempre con la situazione drammatica che una vive):

L'essere umano divide spesso, siamo noi e loro: NOI buoni, LORO cattivi, è sempre ciò che c'è fuori dal cerchio a farci paura. Eppure quel cerchio potrebbe avere un'area comune con il mondo del NOI.

Se quel mondo del loro però sconfina? Allora in quel caso non è più un NOI, piuttosto restringiamo la nostra area, chiudendoci a riccio.

Ricordandomi del diagramma di Eurelo-Venn mi viene in mente che io non so niente di chi è entrato in casa mia, so che lui non dà lo stesso valore che io do a lui... quindi è il classico esempio: NOI-LORO. Quando io entro in casa di qualcuno, mi piace soffermarmi su ciò che ha in casa, perché non rappresenta noi, non rappresenta i nostri gusti, rappresenta ciò che noi vogliamo essere. Io sono Pali, sono qui, sto scrivendo, non mi identifico in una sventurata che è stata derubata, sono sempre Pali. I miei oggetti erano ricordi, non ho mai avuto roba di gran valore, non economico quantomeno.

Nel mondo del LORO c'è invece questo sconosciuto, io lo immagino come un uomo timido, che non ha mai avuto successi nonostante i mille sforzi. Lo immagino come una persona che si è dedicata al "mestiere" di topo di appartamento perché nei precedenti due lavori il titolare lo calpestava e lo pagava una miseria.

Seguendo il diagramma c'è dunque un punto comune, NOI e LORO hanno sempre un punto in comune.

Esistono ladri per necessità (chi ruba il prosciutto al supermercato) e ladri per identità (rubi perché quello sai fare). Per entrare in casa di una ragazza di 25 anni devi "specializzarti". Io non so come si rompe una serratura, non so come ingannare la telecamera, non ho idea di cosa prendere.

Dov'è il punto comune tra ladro e derubata?

Noi compriamo qualcosa da tenere in casa per completare noi stesse. Lui sottrae qualcosa agli altri per completare se stesso. Non dà lo stesso valore a ciò che sottrae, ma anche noi non ne diamo più, una volta soddisfatto il proprio bisogno.

Ancora non trovo dunque il punto comune.

E pensandoci mi sono ricordata una cosa. Chi ruba per identità, non si tiene gli oggetti, li rivende. Non c'è un mercato parallelo, è il mercato stesso che accoglie la refurtiva. Perché il cliente, nella maggior parte dei casi, è lo stesso a cui viene sottratta roba in casa.

Ormai spopolano mercatini del usato, i compro oro sono ovunque, oggetti che per un ladro non hanno un valore trovano valore per qualcuno. E tutto nasce da quel "possiamo evitare la fattura?" una frase che con gli stipendi sempre più stretti ricorre sempre più spesso. Ecco il punto in comune. La ricettazione c'è perché c'è un mercato, perché la gente si piega alla guerra tra poveri. E in questa guerra io parto in svantaggio, perché non so combattere, perché io credo nello Stato, perché credo nella legalità.

Ora che ho trovato il punto in comune, non mi resta che spostare nuovamente il cerchio, ma so che nel NOI ci sono anche LORO.
16 ore fa