Torno con la rubrica di favole e fiabe. Oggi Biancaneve.

Secondo gli storici, a ispirare questa fiaba sono due figure realmente esistite: La prima era Maria Sophia Margaretha Catharina von Erthal, nata a Lohr, come dice Wikipedia. Fu costretta a fuggire dal palazzo a causa della sua matrigna, che diede la precedenza ai suoi figli naturali. Si rifugiò nei boschi dai nani, che lavoravano nella miniera del padre. Forse erano bambini, dato che all’epoca era cosa molto diffusa. Morì di vaiolo e la gente del posto diede la colpa alla matrigna. La matrigna in questione aveva ricevuto in dono dal marito e padre di Maria Sophia un giocattolo acustico, uno specchio che registrava le frasi. Se non sbaglio, esiste ancora oggi.
La seconda ipotesi invece era Margaretha von Waldeck, di Burxelles, fidanzata di Filippo II di Spagna, uccisa per motivi politici a 21 anni. Lei aveva una matrigna cattiva invidiosa di lei e il padre aveva le miniere, la storia andò come nella fiaba più o meno.
Si aggiunge una leggenda locale che vedeva una figura fiabesca, lo Stregone dei Meli, il quale avvelenatva le mele rubate dai suoi alberi. L'obiettivo era spaventare i bambini e dissuaderli dal rubare dai frutteti locali.
Penso si debba prestare particolare attenzione al fatto che un tempo era normale far lavorare i bambini in miniera perché erano piccoli ed entravano negli spazi stretti. Questo li faceva crescere deformi per via delle loro attività quotidiane, e con questo pensiero vi invito formalmente a pensare a Cucciolo che non ha nemmeno la barba, non sa parlare e ha tratti fanciulleschi. Non vi dice nulla?
Nella prima versione del 1812, come vedete sopra, ci sono diversi elementi disturbanti. Ad esempio: il principe che si innamora del cadavere di Biancaneve, che in queste versioni ha esplicitamente 8 anni, e decide di portarla al castello con tutta la bara per Dio sa cosa. I movimenti del trasferimento tuttavia fanno oscillare la bara e, come nella maggior parte delle versioni (il bacio del vero amore è un'invenzione recente), le fanno cadere il pezzo di mela avvelenata dalla gola e lei torna in vita e sposa il principe. Qui la Regina è sua madre, che ha avuto Biancaneve con una gravidanza magica, e vuole mangiare il suo cuore e i suoi polmoni con sale e pepe. Alla fine della storia, al matrimonio, costringono la madre a danzare con scarpe roventi. Necrofilia, cannibalismo,probabile pedofilia, torutra... che bella storia, non è vero?
Nella versione aggiornata di poco tempo dopo, la madre diventa matrigna e cerca di ucciderla tre volte: prima la soffoca con un nastro, poi le da un pettine avvelenato e infine la mela avvelenata (in questa versione divisa in due metà). Lei è stupida come una campana mentre i nani cercano di salvarla finché possono, ma non ce la fanno.
I fratelli Grimm, Perrault e la Dinsey hanno rimaneggiato pesantemente la storia, come potete vedere.
@Abendrot