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La Storia di Milano, capitolo 6: Mediolanum in epoca repubblicana

Abbiamo già visto il foro e i templi. Per concludere il viaggio nel periodo repubblicano facciamo un giro virtuale in città, alla scoperta degli altri edifici.

Le opere idrauliche e il porto fluviale:In questa mappa possiamo osservare com'era il territorio di Milano quando arrivarono i Romani. L'acqua non lambiva minimamente la città di Mediolanum. Così i romani deviarono i fiumi Seveso e Olona, principalmente per alimentare il fossato difensivo che ruotava intorno alle mura, quello che poi nel medioevo diverrà la cerchia dei Navigli. Iniziarono le prime opere di bonifica, e quello che nella mappa è definito come Pantano, trasformato nel porto fluviale di Mediolanum. Non ci sono testimonianze da vedere, ma potete immaginarla in maniera molto simile alla futura Darsena di Porta Ticinese.

I magazzini annonari:Vicino alla Porta Comacina, a nord, si trovava l'Horreum, che aveva l'importante funzione di raccogliere scorte di cereali e altre importanti derrate alimentari. Nella repubblica romana il cibo non doveva mai mancare e tutti agricoltori dovevano contribuire con una quota periodica da versare nei magazzini.

Le case:Domus e insulae erano comuni in tutte le città. I romani erano molto metodici dal punto di vista delle costruzioni. Probabilmente il clima più rigido della pianura distingueva le case di Mediolanum con un focolare più grande, ma nell'essenza sono esattamente come studiate nei libri di scuola.

Altri edifici:
Poco si sa della Milano di epoca romana nel periodo repubblicano, il foro che abbiamo visto nel quarto capitolo ha già un impronta del periodo imperiale che vedremo più avanti, ma certamente era già presente in epoca repubblicana. I più importanti edifici li vedremo proprio nel prossimo periodo, c'è però un opera interessante su cui soffermarsi: le mura

Mura cittadine
Le prime mura difensive della città risalgono a questo periodo, larghezza oltre 2 metri e realizzate con un basamento di quattro file di mattoni, legati da malta. Nella sua parte interna si sviluppava un alzato realizzato in ciottoli e malta, alternati a filari passanti di laterizi, il tutto rivestito in maniera irregolare da pietra di Saltrio. Questa irregolarità probabilmente era dovuta alla presenza di un aggere, ovvero un terrapieno interno alla cinta muraria. La facciata esterna della mura, rivolta verso la campagna, era invece composta alla base da blocchi squadrati di pietra, e nell'alzato da corsi di mattoni.

Poco rimane delle storiche mura, si può vedere una piccola porzione in via San Vito.

Nel prossimo capitolo entriamo nel periodo imperiale, periodo in cui Milano è al centro del mondo.
13 nov 2025 alle 6:08 (modificato)