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La Storia di Milano - Capitolo 35: eredità e fedeLa tomba di Teodolinda

Nel 627 Teodolinda chiude gli occhi per l’ultima volta, a Milano e Monza c'è molta incertezza. Non muore solo una regina; scompare il ponte tra il mondo romano e quello barbaro. Il destino dei Longobardi però non è più fatto solo di spade, c'è molta politica dietro alla successione e il sangue conta molto. La figura centrale nella successione è Gundeberga, figlia di Teodolinda e Agilulfo.Ipotetico ritratto di Gundeberga

Gundeberga eredita la bellezza e la capacità politica della madre, e l'audacia e la determinazione del padre. Chi vuole regnare sui Longobardi deve averla al fianco, perché è lei a incarnare la stirpe bavarese, l'unica che i sudditi cattolici di Milano riconoscono davvero.

La vita di Gundeberga sembra un'eco di quella della madre, ma con toni più scuri. Sposa Arioaldo, duca di Torino, un ariano. La convivenza è difficile: Milano e Monza restano roccaforti cattoliche, mentre la corte di Pavia oscilla pericolosamente verso le vecchie tradizioni germaniche.

In questo clima Gundeberga viene accusata di tradimento. La leggenda narra di un corteggiatore respinto, Adalulfo, che per vendetta la accusa di complottare contro il re. Gundeberga finisce prigioniera in una torre a Lomello per tre lunghi anni. A salvarla non è un miracolo, ma un’usanza longobarda che sa di antico: il giudizio di Dio. Un campione combatte per lei in duello, vince, e la regina torna trionfante sul trono.Ritratto di Arioaldo

Alla morte di Arioaldo, Gundeberga compie lo stesso gesto della madre: sceglie il nuovo re. La sua mano va a Rotari, duca di Brescia. È un matrimonio politico, freddo, forse persino forzato, ma necessario. Mentre Rotari passa alla storia per le sue leggi e le sue conquiste, Gundeberga lavora nell'ombra per mantenere viva l'eredità spirituale di Teodolinda.

Nonostante i drammi coniugali e le congiure di palazzo, Gundeberga mantiene vivo l'impegno di sua madre. Protegge la Basilica di San Giovanni a Monza e sostiene il clero milanese. Se Milano in questi anni non viene riassorbita totalmente dal paganesimo o dalle correnti eretiche, lo si deve alla tenacia di questa donna che, nonostante il ritorno di Pavia al ruolo di capitale, fa mantenere a Milano, con le sue basiliche la centralità religiosa.

Va sottolineato che la dinastia bavarese era l'unica ad avere stretti rapporti con la Chiesa. La diplomazia di Gundeberga è determinante per il futuro del Nord Italia, in particolare per i rapporti con i Franchi, per ora.
28 gen 2026 alle 16:36