[1] A ciascun'alma presa e gentil core
nel cui cospetto ven lo dir presente,
in ciò che mi rescrivan suo parvente,
salute in lor segnor, cioè Amore.
[2] Già eran quasi che atterzate l'ore
del tempo che onne stella n'è lucente,
quando m'apparve Amor subitamente,
cui essenza membrar mi dà orrore.
[3] Allegro mi sembrava Amor tenendo
meo core in mano, e ne le braccia avea
madonna involta in un drappo dormendo.
Poi la svegliava, e d'esto core ardendo
lei paventosa umilmente pascea:
appresso gir lo ne vedea piangendo.
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1. Qui Dante saluta i bro dell'epoca, i poeti dell'Amore, quelli che lui chiama "fedeli d'Amoe" che con una breve ricerca erano ad esempio Cavalcanti, Cino da Pistoia e così via.
2. Qui Dante ha paura dell'amore, che lo sconvolga, che lo domini, che gli tolga il controllo, che lo possa far soffrire. Mi ricorda molto "memorie del sottosuolo" di Dostoevskij.
3. Qui Beatrice è definita come "madonna" ed è addormentata tra le braccia di Amore. Amore la tiene con se, quindi Beatrice non ricambia ancora l'amore di Dante perché "Amore" la tiene tra le sue braccia. Poi Amore da il cuore di Dante a Bea, ma lei si spaventa, perché l'amore di Dante è molto forte. Non quindi perch'egli sia brutto, ma perché è troppo l'amore, troppa l'intensità. Ed è così che Amor va via piangendo per la paura di Bea. E Dante sa bene che questo amore gli porterà dolore, che soffrirà e che Beatrice non ricambierà. Per questo manda la poesia ai poeti dell'Amore.
E quindi che gli risponderanno?
E voi, che gli avreste detto?