Ma serve veramente maggior controllo sui ragazzi? Forse il problema è l'eccesso di attenzioni che la stampa, la politica e l'opinione pubblica riserva sulla violenza giovanile.
Oggi con i social è tutto amplificato, perché nulla sfugge all'occhio del Grande Fratello Tik Tok o il Grande Fratello Instagram. Bravate che si facevano un tempo non bastano più per legittimare la propria superiorità nel branco, e il risultato è che l'asticella si alza sempre di più, fino a sfidare la morte, preferibilmente degli altri.
A soccombere, nella legge della strada, sono i più fragili, la maggioranza silenziosa di ragazze e ragazzi che seguono una vita normale disciplinata dalle norme morali e non dalle norme giuridiche. Siamo noi le vere vittime, delegittimate costantemente da frasi come "i giovani non hanno voglia di fare niente".
L'alta aspettativa ci porta a dover lottare per conquistare ciò che vogliamo e soprattutto ci porta ad apprezzare il sacrificio di aver conquistato qualcosa con la nostra fatica. Un impegno che i cosidetti maranza, ma non solo, non capiranno mai. Senza quell'ansia sana dell'attesa e quella soddisfazione per aver conquistato qualcosa, tutto perde valore, e dagli oggetti alle vite umane il passo è breve.
Quando tutto ti è dovuto perché sei stato educato così, perché a ogni minimo capriccio c'è sempre mamma a prendersi cura di te, perché papà ti ha insegnato che puoi avere tutto, la vita umana perde il suo naturale valore. Ha inizio tutto da qui, l'eccesso di attenzioni. Non è una questione di etnie, di stranieri o no, la percentuale di criminalità si alza nella popolazione di origine straniera semplicemente perché c'è meno radicamento in quella cultura morale della conquista con sofferenza, tipica europea, dove è il lavoro a essere l'elemento fondante di una società sana e la dignità umana parte da un salario dignitoso.
Non abbiamo bisogno di essere coccolati e protetti, abbiamo bisogno di rispetto.
Eliminato