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📺 La storia della TV italiana: mille favole da... cantare

Chiudiamo gli anni '50 con una trasmissione che ha attraversato tutte le generazioni, fino ad arrivare ad oggi. Un programma che ha abbracciato migliaia di bambini, accompagnandone la loro infanzia.

Dietro questo programma c'è Cino Tortorella. Tortorella studia recitazione. Il Piccolo Teatro di Milano è una fucina di creatività ed è qui che nasce uno spettacolo teatrale ideato da Tortorella: Zurlì, mago Lipperlì. In questo spettacolo il protagonista è il Mago Zurlì, un mago un po' matto e imbranato, con fattezze da principe, interpretato da Giancarlo Dettori. Tra il pubblico c'è un giovane Umberto Eco, allora funzionario della Rai per la sede di Milano. Eco rimane incantato da quel personaggio, alla televisione manca un tassello importante: un programma per i più piccoli. Il Mago Zurlì è il personaggio giusto per riempire questo vuoto, così Eco convince Tortorella a indossare le vestiti del suo personaggio per un nuovo contenitore televisivo dedicato ai più piccoli. Nel 1957, nasce così negli studi Rai di Milano Fiera "Zurlì, mago del giovedì". Dotato di bacchetta magica, con i capelli luccicanti di polvere, corpetto aderente in vita e calzamaglia, il personaggio conduceva, all'interno di una striscia pomeridiana, giochi e passatempi per i più piccoli lanciando telefilm che avrebbero riscosso un grande successo, come ad esempio Jim della giungla o Le avventure di Rin Tin Tin.

Il grande successo però è arrivato negli anni seguenti con una nuova trasmissione. Nel 1959 degli imprenditori stavano allestendo alla Triennale di Milano un Salone del Bambino e proposero alla Rai una sorta di Festival di Sanremo per i bambini. Tortorella contatta subito la musicista dell'Orchestra Sinfonica Rai di Milano, Niny Comolli, che si mostra subito entusiasta del progetto.Viene progettato un programma ispirato alle avventure di Pinocchio, con 10 canzoni, scritte appositamente per un pubblico di bambini, che si contendono un premio in monete d'oro. Ed essendo ispirati al racconto di Collodi, il montepremi è in zecchini d'oro, le monete che Mangiafuoco da a Pinocchio. Nasce così Lo Zecchino d'Oro, pur ancora lontano dal suo format storico.La prima puntata va in onda il 24 settembre 1959. Per una pura coincidenza le Nazioni Unite stavano scrivendo la nuova Dichiarazione dei diritti del fanciullo, promulgata il 20 novembre seguente. Di quella edizione passò alla storia il brano Lettera a Pinocchio, che nella versione interpretata da Johnny Dorelli ebbe un successo strepitoso. A vincere però fu il brano Quartetto, scritto da Angelo Bignotti e cantato dalla dodicenne Giusi Guercilena.

Dopo l'edizione 1960 il programma rischia di chiudere a causa del mancato rinnovo di alcuni contratti televisivi, ma Tortorella trova il supporto necessario per mandare avanti il programma, che lascia Milano in direzione Bologna. I Frati Minori dell'Antoniano aprono le loro porte allo Zecchino d'Oro. Mancava però una direzione e serviva una persona che avesse esperienza musicale. All'Antoniano c'è una giovane ragazza che fa la catechista nella parrocchia, un'aspirante pianista che sogna di entrare in una grande orchestra nazionale. Padre Berardo Rossi inizialmente deve convincerla con grande fatica, ma alla fine la giovane catechista accetta. Si tratta di Mariele Ventre, il cuore pulsante del nuovo Piccolo Coro dell'Antoniano.Mariele ha un talento innato nell'insegnamento musicale ai bambini, costruisce una macchina perfetta, tanto da essere un punto di riferimento anche al di fuori della trasmissione. Una donna di carattere gentile, capace di far funzionare il tutto con un'armonia perfetta: dal 1963 viene aggiunto anche il coro, 50-60 bambini di ogni età, in diretta nazionale, che seguono i gesti di Mariele con grande compostezza. Come ci riusciva? Non usava la bacchetta. Comunicava con sguardi, sorrisi e movimenti geometrici delle mani che i bambini imparavano a leggere a memoria. Fuori dalle telecamere però, i bambini dell'Antoniano mantenevano la loro innocenza, non c'erano forzature. Mariele Ventre infatti pretendeva massima concentrazione durante le prove e le dirette, ma lo faceva mantenendo sempre un clima sereno e protettivo per i piccoli. Non c'erano preferiti, non c'erano solisti più importanti degli altri e i più grandi aiutavano i nuovi arrivati. L'aiuto reciproco era infatti l'unica regola ferrea dentro l'Antoniano.Dalla fondazione del Piccolo Coro dell'Antoniano, Mariele Ventre guida di generazione in generazione i bambini di anno in anno, fino alla prematura scomparsa, il 16 dicembre 1995. Le canzoni e i personaggi passati per l'Antoniano sono innumerevoli, c'è anche una piccolissima Cristina d'Avena tra le sue allieve. Sabrina Simoni raccoglie la pesante eredità di Mariele, guidando il coro fino al presente.
12 giu 2026 alle 10:26