"Tiratelo fuori!" La voce di Watari echeggiò per il villaggio.
"...Signorino, non credo sia il momento,"
"Intendo l'arma!'
"Eh, appunto."
"QUELLA SEGRETA."
"Ooh, quella intende.😊"
In un batter d'occhio, Watarino scattò verso la corda che penzolava dal ceppo del campanile e con uno strattone ben più audace del necessario fece piombare la spessa cupola di bronzo sul pianerottolo, suscitando un frastuono tale da scuotere la torre quasi sino le fondamenta.
"Osserva Bruno," dichiarò con un accenno di fierezza il Signorino Watari "Sarai il primo tra i miei amati cittadini ad assistere alla più moderna delle innovazioni." Con un calcio ben assestato sulla calotta, il Signorino Watari riuscì a rovesciare la pesante cupola, rivelandone l'interno. Una semplice anima concava, dal badaglio in ferro. Quasi più sorprendente v'era il vigore sovrannaturale del Signorino, già noto tuttavia al resto della popolazione.
"...Signorino, temo di non capire,"
"Shhhh!! Osserva, ho detto."
Watari poggiò la mano sul bordo, chiudendo gli occhi, quasi come per concentrarsi.
"Almir yas elwadeh, rashputemm latem."
D'improvviso, il batacchio della campana s'illuminò di un'intensa luce dorata, e le sue dimensioni parvero triplicarsi a vista d'occhio. Watari spinse Miap contro un lato del parapetto, precipitandosi dal lato opposto, "Tutti giù!" Avvertì a gran voce, prima che la cupola sputasse l'ormai enorme badaglio incandescente diritto verso la mandria incombente. L'impatto sarebbe senz'altro stato sufficiente per annichilire l'intero esercito di Antes, ma così non fu.
Una misteriosa coltre di nubi scarlatte si addensò improvvisamente attorno al villaggio, spezzando la traiettoria del badaglio, sgretolandolo in mille frammenti.
Ben presto, decine dei tetti che potevano intravedersi dalla cima della torre si squarciarono di terrificanti vampate, fiamme vive quasi quanto le urla strazianti dei loro abitanti. Le strette strade, un tempo colorite da vivaci schiamazzi, si tinsero di rame e pece ed iniziarono a pullulare di anime in preda ai dolori più dilanianti. La fitta parete di nebbia iniziò a fondersi coi fumi che ascendevano dai vicoli incendiati in un macabro tango, dando luogo ad uno spettacolo dove i richiami di aiuto potevano solo esserne orchestra.
@fernando