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kiwink
Ogni tot mi viene in mente ciò che ha scritto Malatesta su Lenin e mi viene da
sburrarmi
nelle mutande
Uno dei pochissimi scrittori di sinistra e libertari che è rimasto moralmente integro
@timandonelgulag
22:32 11 feb
Io amo lenin con ogni fibra della mia Vita
@kiwink
OP
22:35 11 feb
@timandonelgulag
io sono molto critico per certe cose, salvatore degli operai e diavolo dei contadini, secondo me non ha capito alcune cose della rivoluzione o le ha proprio ignorate. Inoltre ha intralciato persino l'autodeterminazione anarchica dell'ucraina dell'est
@timandonelgulag
22:38 11 feb
@kiwink
erano in guerra, poi io non sono d'accordo diavolo dei contadini. Sicuramente ai contadini non facevano piacere le requisizioni, ma l'armata rossa in qualche modo si doveva sostentare. Ti ricordo che già prima del bolscevismo, a causa della guerra, in russia c'era molto meno cibo di quanto era necessario per sfamare decentemente tutta la popolazione. Figuriamoci con una guerra civile in atto in mezzo al freddo
@kiwink
OP
22:45 11 feb
@timandonelgulag
il problema è che per quanto riguarda l'Ucraina ha completamente ignorato la sua volontà di autodeterminazione. Capisco benissimo andare contro i nazionalisti e gli zaristi, ma da qui a tradire pure gli anarchici che avevano solo l'intenzione di creare una federazione di comuni anarchiche ucraine ce ne passa. Poi con diavolo dei contadini non parlavo delle requisizioni, ma del fatto che a Lenin gli è sempre fregato solo degli operai di città. Il problema qui è proprio com'è cresciuto Lenin, infatti in campagna mica ci andava per capire i problemi lì, ma per costruire sostegno per migliorare la situazione nelle fabbriche. A sostegno di questo c'è per esempio la scandalosa reintroduzione delle Mir soltanto perché ad abolirle fu l'impero russo ed era un "ricordo zarista da cancellare" (ricordiamo che con l'abolizione delle Mir l'economia dell'impero crebbe esponenzialmente in pochissimo tempo e i contadini vivevano in condizioni migliori).
(modificato)
@timandonelgulag
23:03 11 feb
@kiwink
è che il proletariato ha bisogno di avere una testa negli operai urbani perché per loro è più facile organizzarsi, altrimenti si finisce come la cina comunista ossia i dirigenti di partito dettano tutto e gli altri seguono a macchinetta. I contadini anche proprio per conformazione geografica sono molto più disorganizzati.
@kiwink
OP
23:24 11 feb
@timandonelgulag
non è una giustificazione, ha praticamente sacrificato il benestare di una parte del popolo per quella che lui considerava il proletariato. Lenin e tutta l'unione sovietica sono pieni di esempi di scelte del cazzo dettate dal fanatismo cieco dell'ideologia comunista, basti vedere la distruzione e completo abbandono di strutture zariste perché simbolo di oppressione quando le persone avevano bisogno di un posto in cui vivere. Per quanto mi riguarda Lenin avrebbe dovuto prima di tutto accettare l'autodeterminazione di certe zone, in questo modo magari si sarebbe arrivati ad un esperimento ancora più avanzato. Immagina Lenin che gestisce le città sul suo modello e Makhno le campagne con un approccio anarco comunista federale, creando una rete. Sarebbe stato molto interessante
@timandonelgulag
8:37 12 feb
@kiwink
c'è un motivo se sono i comunisti ad aver vinto e non gli anarchici, e poi ripeto l'armata rossa in quel momento aveva bisogno di sostentamento e il proletariato DEVE guidare i contadini perché i contadini sono complessi da gestire in sé per sé. Se lenin si fosse appoggiato sui contadini e non sul proletariato urbano, probabilmente la rivoluzione d'ottobre non sarebbe neanche avvenuta e ad oggi staremmo parlando di una comune di parigi 2.0. Lenin sviluppa la sua idea di stato proprio a seguito della comune per non farla fallire come la comune ma anzi farla sopravvivere e nel bene o nel male c'è riuscito a farla sopravvivere per 1 secolo
@timandonelgulag
8:48 12 feb
@kiwink
poi non è che gli anarchici fossero santarelli, i comunisti e gli anarchici erano in conflitto e in quel momento per i bolscevichi certe frange anarchiche erano controrivoluzione. Anche perché certe frange anarchiche hanno collaborato con l'armata bianca. Anche questo sinceramente non lo riesco a capire, c'è stato un atteggiamento molto settario contro i bolscevichi. Va bene avere divergenze ma secondo me tutta l'estrema sinistra avrebbe dovuto unirsi nella rivoluzione invece di iniziare a far casino e peggiorare una situazione già complicata di per sé. Purtroppo in guerra oltre all'ideologia c'è tutto un discorso di territori cuscinetto etc che hanno portato i bolscevichi ad invadere alcune zone
@kiwink
OP
11:53 12 feb
@timandonelgulag
l'armata rossa ha letteralmente sprecato risorse e abusato la fiducia dei contadini non per difesa, ma per mire espansionistiche e basta. Il motivo per cui gli anarchici ad un certo punto si sono alleati sia con nazionalisti che bianchi fu perché i bolscevichi continuavano a rompergli i coglioni, puntualmente li spiavano, li tradivano, cercavano di assimilarli ecc. L'obiettivo di Makhno all'inizio era letteralmente solo di rendere Huliaipole una comune anarchica priva di influenze nazionaliste e bolsceviche, ma una volta arrivano i bianchi, poi i nazionalisti, poi appena vengono battuti arrivano i bolscevichi e che due coglioni. Tra l'altro fin da subito si vede l'abuso di potere e il fanatismo da parte dei comunisti, basti vedere la tribulata gestione e divisione di Ekaterinoslav dopo la sua conquista, o la stupidità e infantilitá dell'armata rossa sia in tattiche militari che diplomatiche, tant'è che ogni volta che qualcosa andava storto la colpa andava gli anarchici e venivano visti come nemici della rivoluzione. Il problema di fondo è che anarchici e Lenin venivano da due contesti completamente differenti: i primi hanno vissuto la povertà assoluta nelle campagne e volevano autogestirsi, Lenin è cresciuto privilegiato e non si è degnato di tenere in conto le campagne, ma solo le fabbriche. Questo si vede anche nella sua eredità, come per esempio l'industrializzazione forzata di Stalin che è stata un disastro sul lungo periodo perché non capiva una sega del rapporto tra città e campagna
@timandonelgulag
ogni rivoluzione fallita è finita così a causa di infiltrazioni esterne o a causa degli stessi comunisti, che puntualmente diventavano tiranni e abusavano del potere, così come della fiducia di tutti, come per esempio è successo in spagna. Ogni volta si sfocia in fanatismo, mania di controllo e fame di potere
@timandonelgulag
ah e mi è appena venuto in mente che anche durante la primissima alleanza tra anarchici e comunisti, i bolscevichi mandarono sostegno in fucili, il problema è che quei fucili erano di un modello specifico che richiedevano dei proiettili prodotti solo in Italia e difficilissimo da reperire. Fin da subito sono stati i bolscevichi ad essere ostili contro gli anarchici, non il contrario
@timandonelgulag
vabbè finisco perché sto diventando pesante pure a me stesso: Lenin è stato necessario e grazie a Dio c'è stato lui, nonostante ciò ci sono delle cose che non gli perdonerò mai e che considero andare direttamente contro gli ideali libertari. Lenin è stato l'eroe della classe operaia a discapito di tutto il resto della popolazione in condizioni simili o peggiori ma provenienti da contesti non appartenenti alla città
(modificato)
@timandonelgulag