La Storia di Milano - Capitolo 40: La battaglia di Coronate
Ritratto di Pertarito, re longobardo che riavvicinò la chiesa cattolica al suo popolo.Prima di spostarci sulle rive dell'Adda, riprendiamo la storia con Pertarito, il re longobardo che ha riportato la fede cristiana tra i pilastri della civiltà longobarda. Non tutti però sono a favore di questo cambiamento. Anche se la fronda bavarese, filo-cattolica, tiene saldamente il trono a Pavia, c'è ancora un bella fetta di duchi longobardi che sostengono fortemente l'arianesimo, prima fra tutte l'ala austriaca.
Il vescovo di Milano Mansueto Savelli. Fu noto per aver riunito tutti i vescovi provinciali a Milano, ricomponendo così la diocesi intorno ad un'unica figura dell'arcivescovo metropolita.Sotto il suo regno la Chiesa cattolica ha una crescita enorme, specialmente a Milano, dove permette al vescovo Mansueto di convocare un grande sinodo provinciale. E in questo momento la comunità clericale si riorganizza, inizia ad utilizzare appieno le nuove chiese e i nuovi monasteri voluti da Pertarito.
Flavio Cuniperto, figlio di Pertarito, gli succedette al trono dopo aver segnato insieme a lui per 8 anni. La diarchia sarà poi uno dei motivi di spaccatura tra longobardi cristiani e longobardi ariani.
Una miniatura raffigurante il monaco e storico Paolo Diacono. È l'unico a storico che ricostruisce i fatti relativi alla ribellione di Alachis.Alla morte del re longobardo, nel 688, suo figlio Cuniperto indossa la corona ferrea, dopo aver affiancato suo padre al governo per 8 anni. La correggenza di Cuniperto è proprio la causa principale dei malumori dell'ala ariana, che fa fronte comune sotto Alachis, un grande guerriero, dipinto come un mostro sanguinario dallo storico Paolo Diacono, che essendo un monaco cristiano, inevitabilmente, è di parte.
Alachis mobilità le truppe in Austria, non lo Stato (ancora non esistente), ma la regione a est del fiume Adda, fino al Friuli. A ovest del fiume, lato Milano, c'è l'esercito del re, situato al confine della Neustria (definito proprio dall'Adda). Cuniperto, con grande furbizia chiama Alachis a negoziare, proponendo un duello tra loro due, come stabilito dal diritto germanico; Alachis però rifiuta: "Anche se è ubriacone e stupido" disse infatti, "Cuniperto è audace e ha una forza eccezionale".
Mappa della Battaglia di Coronate, svoltasi sulla piana tra Coronate e Trezzo sull'Adda, nei pressi del fiume Adda.La battaglia dunque è inevitabile. Gli ariani valicano il fiume per lanciarsi con tutte le forze contro l'esercito reale, situato sulla piana tra l'odierna Coronate e l'odierna Trezzo sull'Adda. Pochi soldati, ma grandi guerrieri capaci di stravolgere totalmente i valori in campo.
Sul campo di battaglia Cuniperto e Alachis si muovono con destrezza e abilità. Alachis viene catturato dai soldati ribelli. La vittoria è ormai sua, o almeno così sembra.
Dopo aver decapitato il re, Alachis solleva l'elmo per schernire l'avversario... ma dietro la visiera non c'è il viso del re. È l'armatura del re, ma sotto c'è un diacono... un clericale al seguito di Cuniperto: Seno. Alachis è furioso! Inveisce sul corpo del "maledetto prete", urla e inveisce contro la Chiesa, giurando a se stesso che avrebbe ucciso ogni prete a suo tiro, "riempiendo i pozzi dei loro testicoli".
L'inganno è nato da un atto di amore puro del diacono Seno, grande amico di Cuniperto, ma soprattutto un fedele suddito. Seno convinse Cuniperto a lasciargli la sua armatura: "se io morirò, tu potrai risollevare la tua causa; se invece vincerò, verrà a te maggior gloria dall'aver vinto per mezzo di un servo".
L'evento catartico destabilizza le forze militari di Alachis e Cuniperto. I due eserciti si riorganizzano per la battaglia conclusiva. Tornati alla piana, Cuniperto invita ancora una volta Alachis a battersi a duello per non versare altro sangue, ma ancora una volta Alachis rifiuta. Lo scontro è lungo e sanguinoso e si protrae fino alla morte di Alachis. Ricevuta la notizia, l'esercito dell'Austria si sfalda, alcuni trovano la morte in una inutile risposta armata, altri fuggono verso l'Adda, trovando comunque la morte, incalzati dall'esercito di Cuniperto. I pochi rimasti affogano per sfinimento nelle acque del fiume. Con loro affoga anche l'intera area politica ariana. È un passo fondamentale nella lunghissima formazione del popolo italiano, poiché i rapporti tra Chiesa e regno longobardo si spianarono totalmente. Con una società mista tra romani e longobardi si creò un periodo prospero, molto importante per tracciare lo sviluppo sociale che maturò nei secoli a venire.