Pokémon Glory - Episodio 3: il passato

Scesi le scale di casa e vidi il Professor Elm nel mio soggiorno: "Iris! Buongiorno, tua Nonna Amelia vuole vederti". Metà incuriosita e metà assonnata, risposi molto lentamente: "Buongiorno, Professor Elm, ma, subito?". Elm mi diede una pacca sulla spalla e rispose: "dobbiamo farti conoscere una persona Iris, è molto importante". Mamma irruppe dalla cucina: "su Iris, non fare attendere il Professor Elm!". Mi girai verso di lei e dissi: "ma senza colazione?"; Elm ridacchiò: "non ti preoccupare, farai colazione al laboratorio". Arrivati in laboratorio c'era la nonna che prendeva appunti: "oh, Iris, sei arrivata! vieni pure. Grazie Elm, tra poco dovrebbe arrivare". Mi avvicinai al tavolo: "ciao Nonna, chi deve arrivare?" A rispondere però non fu la nonna, troppo affaccendata a sistemare in fretta, per sentire la mia domanda. Elm mi disse: "Calma, ogni cosa ha il suo tempo"

Con la pancia piena di Latte Mumu fu più facile attendere, osservavo la nonna sistemare, quando dal fondo del laboratorio entrò un altro uomo con un camice. Il Professor Elm corse ad abbracciare quella sagoma: "Samuel! era da tanto che non venivi in Italia, come stai?". La figura rispose: "da quando comparve quel Pokémon misterioso; Amelia cara è un piacere rivederti". La nonna andò incontro a quella figura e l'avvicinò dov'ero seduta. Mentre si avvicinava notai il suo sguardo, attento a ogni dettaglio nel laboratorio, fino a quando gli occhi non si fermarono su di me, così la Nonna disse: "Samuel, ti presento mia nipote Iris, Iris lui è il Professor Samuel Oak, il più..." balzai in piedi e di scatto strinsi la mano a quel signore di fronte a me: "so molto bene chi è nonna, è un grande onore conoscerla professore." Lui con un sorriso rispose: "piacere mio Iris, stai studiando per diventare allenatrice?" In quel momento mi si chiuse lo stomaco, avevo mille pensieri per ciò che sarebbe accaduto l'anno seguente, con un cenno risposi di sì.

Oak capì: "sai Iris, non c'è una scelta sbagliata, è un futuro che ti devi costruire. Il mondo appartiene a voi giovani, ma soprattutto appartiene a tutti quei Pokémon che incontrerai nel tuo cammino. Non è un punto di arrivo, ma un inizio." Timidamente chiesi: "e se non mi accettasse?" Oak sorrise: "ricordo un giovane allenatore che ebbe un Pikachu, lui aveva tanta determinazione, ma soprattutto aveva tanto cuore, il loro rapporto all'inizio fu burrascoso. Ne nacque una delle più forti amicizie della storia" Quelle parole mi scaldarono il cuore, così sorrisi e dissi: "io, mi sento pronta". La giornata volò via. Dopo mille domande, il Professor Oak mi diede un Pokegear nuovo di zecca: "per ora ha soltanto la scheda orologio, ma ci sono altre schede...". Tornata a casa raccontai tutto alla mamma. La scheda orologio segnava le 21:00, mi addormentai e sognai un combattimento tra un Rapidash e un gigantesco Ledyba.
@Roday