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DIALOGHI E CINEMA

[prendo come esempio questi due film perché sono quelli che ho rivisto nell'ultimo periodo che mi hanno fatto pensare a ciò]

Roba come Birdman (2014) o La Finestra sul Cortile (1954) sono la rappresentazione perfetta di come si scrivono i dialoghi, la qualità più alta di un film, che riesca ad intrattenere non solo con le immagini, è la scrittura dei dialoghi in maniera, spasmodicamente, accurata e precisa.
Un film sì guarda e sì deve SOLO guardare, i dialoghi NON devono essere MAI didascalici, NON devono MAI spiegarti cosa sta per succedere, cosa un personaggio pensa, cosa si sta per fare, altrimenti ci sì legge un libro.Birdman in questo è estremamente preciso, non c'è mezzo dialogo fuori posto e la "lore" e le backstories sono spiegate con pretesti giusti e in maniera ottimale, maniacalmente precisa e pulita, ricordando moltissimo Fight Club (1999) (Edward Norton sempre assurdo in entrambi i film).La Finestra sul Cortile, che vogliamo dire, un film che vive di dialoghi e immagini che trasudano carattere, il film in sé e persé non sarà "super nuovo" a livello di suspance o colpi di scena, ma è forse il film più significativo e che insegna a TUTTI i registi come si scrive, infatti, ogni film dal 1954 in poi riprende tanto da esso, letteralmente OGNI film.
Qui vorrei aggiungere l'adattamento di Wes Anderson nell'Antologia di cortometraggi (2023) tratti da libri di Roald Dhal:
  • La Meravigliosa Storia di Henry Sugar
  • Il Cigno
  • Il Derattizzatore
  • Veleno
Questi 4 cortometraggi, disponibili su Netflix, hanno una sceneggiatura assurda, anticonvenzionale ed estremamente attraente (almeno per quanto mi riguarda); cortometraggi da recuperare assolutamente, densissimi, velocissimi e super intrattenenti, oltre alla grande arte particolare che, nel 2023, li ha contraddistinti ed ancora ora non è possibile trovare facilmente un prodotto del genere.
In ogni caso, i dialoghi, qui, vengono usati più come dimostrazione di ciò che il narratore ti sta dicendo, come "prova empirica" della tesi/storia che è portata avanti a parole, ergo, un altro modo di concepire il cinema (io credo che Wes Anderson abbia preso anche molto spunto da "l'Arca Russa (2002)" di Alexander Sokurov).
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2 giorni fa

@Triba

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