Sul treno stamattina ho incontrato un soldato sulla trentina, appartenente alla Brigata Alpina Taurinense. Era di servizio fino al mese scorso in Libano, nell'Operazione Leonte. Se ricordo bene mi ha detto che è partito ad agosto dell'anno scorso. Quindi ha fatto 8 mesi lontano dalla sua famiglia.
Gli ho fatto un po' di domande... che cosa fanno esattamente, quali sono i compiti dell'Italia nella missione internazionale, come sta andando soprattutto.
Purtroppo non bene. Gli obbiettivi erano quelli di tutelare la popolazione libanese nella guerra tra i terroristi di matrice sciita e antisionista di Hezbollah e l'esercito Israeliano che copre l'allargamento territoriale attraverso comportamenti illegali dal punto di vista internazionale. Praticamente esiste lo Stato Israele che combatte, separatamente dal sistema Unifil, per lo stesso obbiettivo, e poi c'è il sistema Israele, che parallelamente a questa giusta attività di pacekeeping nasconde espansioni territoriali illegali, motivo per cui la IDF non è collegata alle forze Unifil.
Il problema principale per quanto riguarda i militari italiani è che è un territorio spinoso, difficile da pattugliare, incastrato tra aridi monti e il mare, grotte che fanno da basi militari e depositi di armi. La protezione dei civili e l'organizzazione delle forze militari libanesi è complicatissima. l'Italia opera sotto l'egida dell'ONU nella cosiddetta Blue Line, una zona cuscinetto, definita a livello internazionale, che dovrebbe essere presidiato e rispettato per evitare ulteriori espansioni da uno e dall'altro fronte.
Ci sono anche zone grigie, le fattorie di Sheba ad esempio: area ricca di acqua, preziosa come il petrolio in quelle regioni. Esse sono occupate da ormai diversi anni dalla IDF. Hezbollah ovviamente rifiuta di deporre le armi finché Israele occupa le fattorie. In quelle aree le forze internazionali possono soltanto proteggere i civili e tentare di aiutare a livello logistico le forze militari del Libano.
La Blue Line oggi non è più un territorio cuscinetto, è il cuore del conflitto tra Israele e Hezbollah.
I soldati italiani non possono intervenire, questo va sottolineato, sono soltanto lì a supporto del legittimo governo del Libano. Non sono direttamente in conflitto con nessuno, ma sono impegnati nella tutela dei civili.