Anonimo
a casa di un amico lamentavo della fama. lui mi rispondeva che ammirava la mia fame, il fatto che sapessi già cosa volessi fare quand'eravamo giovani e digiunavamo fuori. dice: "non perdere il focus su quello che vale, quando perdi il centro chi è che ti dà una mano? io ti ammiro perchè, in qualche modo, volevi iniziare. dicevi rifiuti il potere, non il potenziale".
povero l'uomo che pensa di fare da solo.
io uscirò fuori ma senza gli occhiali da sole, così che gli altri leggano cos'ho nella testa: il timore che i miei piedi mi si stacchino da terra.
lei è una macchina moderna: mi guarda e legge i dati, io le piaccio perché ha un’ottica materna. siamo rotti un po' da dentro. teme questo amore; quando dice: "vieni", gli occhi fanno: "fermati"
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30 apr 2026 alle 18:58

@Gab

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