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📺 La storia della TV italiana: tutti al voto

Gli anni '60 si aprono con il successo di Canzonissima e Non è mai Troppo Tardi, che, come abbiamo visto, in quell'anno iniziò ad andare in onda per insegnare l'italiano a chi era rimasto escluso dal ciclo scolastico. Nel 1960 però gli italiani sono chiamati a un'importantissima tornata elettorale, che vede alle urne quasi tutti i comuni capoluogo e 77 province.

Come sottolineato nei capitoli precedenti, nei primi anni di trasmissione, la Rai è uno strumento politico del partito di maggioranza dell'epoca. La Democrazia Cristiana vincola fortemente il palinsesto alle proprie politiche. Per questo motivo, nel luglio 1960, la Corte Costituzionale interviene per la prima volta sulla gestione del servizio pubblico, ribadendo il dovere costituzionale di garantire il pluralismo d'informazione. La Consulta impone alla Rai di assicurare imparzialità nella diffusione del pensiero.La Rai recepisce la sentenza velocemente e decide di seguire le successive elezioni amministrative dando voce ai rappresentanti di tutti i partiti dell'arco parlamentare. Ancora una volta si prende spunto dalla radio, dove già si era lavorato a trasmissioni come La voce dei partiti e La campagna elettorale."Un servizio pubblico "di parte" non serve più a nessuno, neppure a chi crede di servirsene, perché diviene controproducente e crea alternate tensioni nel Paese". Queste parole sono del giornalista Jader Jacobelli, protagonista della nuova svolta democratica in Rai. È proprio Jacobelli a curare la nascita di una nuova trasmissione pluralista. Nasce così Tribuna elettorale. La prima puntata, condotta da Gianni Gramzotti, va in onda mercoledì 11 ottobre 1960 alle 21:00. Il primo ospite è Mario Scelba (DC).Non si tratta di un'intervista a senso unico, ma di una vera e propria conferenza stampa, a cui accedono tutte le testate giornalistiche.Da quel giorno, dal lunedì al venerdì alle ore 21:00, Tribuna elettorale accompagna gli italiani alle elezioni del 6-7 novembre 1960, più informati e più consapevoli. La prima puntata ebbe un ascolto di sette milioni di spettatori, numero che quasi raddoppiò nelle puntate successive. Alla conduzione della trasmissione si alternarono poi altri giornalisti fra cui Luciana Giambuzzi e Jader Jacobelli stesso.Dopo le elezioni la trasmissione continua come Tribuna Politica, mantenendo un format quasi del tutto simile. Si forma una vera e propria redazione giornalistica, indipendente da quella del Telegiornale. Nel 1993 questa redazione è stata unita alla Rai Servizio Parlamentare, dando vita al TSP - Tribune e Servizi Parlamentari, oggi denominata Rai Parlamento.
14 giu 2026 alle 10:18