Il Tempio della Velocità - capitolo 25 (parte 1): Oltre il limite
Vi devo avvertire che questo capitolo ha contenuti molto forti, che possono urtare la vostra sensibilità.
Il 10 settembre 1961 va in scena il Gran Premio d’Italia, la lotta per il titolo è ormai riservata alle Ferrari, con Phil Hill e Wolfgang von Trips che si giocano il titolo iridato. Il pubblico accorse da tutta Italia con grande passione e curiosità. All’epoca ci si poteva portare fino alle recinzioni di sicurezza, spesso deformi perché la gente ci si appoggiava. Doveva dunque essere una giornata di festa, indipendentemente da quale pilota Ferrari avrebbe vinto il titolo. Von Trips era il favorito, bastava un terzo posto.“Non correre, ti fai male!” Quante volte avete sentito questa frase da piccoli? eppure quel desiderio di andare sempre oltre il limite è intrinsecamente legato dentro ciascuno e ciascuna di noi. Dal toccare il cielo, all'esplorare nuovi mondi, dal saltare il più in alto possibile al superare ogni record di velocità. L'uomo ha bisogno di sfide, ma deve porsi dei limiti, stando sempre sopra quella linea sottile, se si sta sotto si avrà un risultato mediocre, se si va oltre le conseguenze possono essere gravi. E un vostro rischio superare quel limite, ma è un salto nel vuoto: a volte andando oltre si scopre che quel limite può essere superato ancora un po', ma l'ignoto può anche spazzare via tutto.
È il secondo giro, Von Trips tentò di superare la Lotus di Jim Clark alla Parabolica. Sulla collinetta c’erano tantissimi spettatori a guardare. Qualcuno gridò: "attenti!" Ma non ci fu il tempo di fare niente. La Ferrari di Von Trips si agganciò alla Lotus di Clark, finendo sulla collinetta, che diventò un trampolino per quel bolide rosso. Uno spettatore aveva la videocamera, e nel suo rullino venne impresso ciò che successe: a Ferrari di Von Trips lanciata in aria, diretta proprio contro di lui. Il filmato si ferma, ciò che successe dopo fu che la macchina di Von Trips si schiantò contro la recinzione, che spinse di nuovo la vettura in pista. Il pilota fu sbalzato fuori e morì sul colpo.
La recinzione aveva tenuto, ma le ruote della Ferrari avevano superato quella protezione, falciando un centinaio di spettatori. Le immagini su quella collinetta dopo quel incidente furono drammatiche e fecero il giro del mondo. Armanda Duguet, col suo vestito bianco e quel volto sotto shock, disperata, in cerca del marito, divenne il simbolo di una crociata contro le corse automobilistiche. Un dramma che fece riempire il Duomo di Monza di 50.000 persone, arrivati a omaggiare quegli innocenti. I morti furono 15, Jim Clark fu accusato di omicidio colposo dalla Procura di Monza, perfino il papa si scagliò contro i Gran Premi, paragonandoli agli spettacoli del Colosseo.