Una Gaza di plastica

Parlare di qualcosa quando ci sono di mezzo i morti, specialmente bambini, non è mai facile. Diventa già una questione delicata, da trattare con rispetto e attenzione. L'attenzione c'è, ma purtroppo in questo caso manca completamente il rispetto. Manca il rispetto da parte di chi dovrebbe farsi da parte e lasciare un paese al proprio destino, vale per Hamas e vale per i colonizzatori.
Sentire parlare di una Gaza 2.0, fatta di grandi grattacieli e ville extralusso è una grande mancanza di rispetto per chi in questo momento sta morendo di fame. È una mancanza di rispetto che la politica internazionale non condanni una scelta fatta a tavolino da un solo uomo al comando, circondato dai suoi folli e poco esperti consiglieri. Ma fosse solo quello... Il Board of Peace è la ciliegina sulla torta della follia trumpiana. È quasi tragicomico parlare di pace sedendosi al tavolo con un dittatore sanguinario (zerbino di Putin) come Lukashenko, o con l'eroe della destra meloniana Viktor Orban. Farebbe ridere se non ci fossero di mezzo i morti.
La pace in un paese deve maturare in un moto di coscienza popolare, la libertà e la pace non si comprano, non si esportano, SI CONQUISTANO, giorno dopo giorno. Ed è il popolo stesso a decidere cosa è meglio per il proprio paese. È ciò che abbiamo fatto noi. Quest'anno la Repubblica Italiana compie 80 anni, siamo una repubblica giovane, ma che ha tanto da cui dovrebbero ispirarsi le forze internazionali. Anche da noi gli americani misero lo zampino, ma lo fecero sotto la saggia guida di Roosevelt. In quel caso le forze straniere supportarono appieno le forze interne. Dagli aerei non cadevano soltanto bombe, ma aiuti alimentari e volantini informativi.
A ricostruire le nostre case sono stati gli italiani. C'era il Piano Marshall, che oltre al denaro distribuiva anche propaganda antisovietica e basi militari, ma avevamo la libertà. Erano le nostre istituzioni, i nostri sindaci, a decidere dove costruire cosa.
Nel folle progetto di una Gaza senza palestinesi, non solo i cittadini non vengono interpellati sul loro futuro ma addirittura sembra che non ci sia proprio un futuro per loro. JURE AD LABORE RESURGO (risorgo attraverso il lavoro e il diritto) questa frase che si trova dentro il municipio di Milano mi è rimasta in mente, fu fatta scrivere dal sindaco di Milano dopo la sua ricostruzione nel secondo dopoguerra. È attraverso il diritto e la sua naturale giustizia che un paese dovrebbe ripartire. Il diritto di autodeterminazione di un popolo che purtroppo in questa Gaza 2.0 non c'è.
Concludo con questo: da architetta vi vorrei fare notare che i rendering, ovvero quelle immagini fatte per dare un indirizzo progettuale ad una costruzione non sono altro che il lavoro di pochi secondi dell'intelligenza artificiale. Non hanno voluto, ma io spero non hanno trovato, un architetto che avesse il coraggio di fare una porcheria simile. Buffo, ma non c'è niente da ridere.