Avatar Pali 🌻 Cultura Riflessione
Conoscete Milva?

La sua Bella Ciao affonda le radici nelle risaie delle campagne frequentate dalle mondine. È un lavoro che si potrebbe paragonare al lavoro stagionale odierno, essenziale per un intero settore, e come tale ovviamente mal retribuito, con carichi di lavoro al limite dell'umano.

È da questo canto di lotta, che le mondine reclamarono i propri diritti per una migliore condizione sociale.

🎶Ma verrà un giorno, che tutte quante, lavoreremo in libertà 🎶

Come tutti i canti popolari dell'Ottocento era la melodia ad essere trasmessa, non il testo. Troveremo le origini in Piemonte, dove una donna insegue il proprio amore fino alla tomba, oppure in Veneto e trentino, dove il fiore diventa occasione per raccontare la Teresina.

Come tutti i canti popolari è impossibile trovare una fonte originale unica e storicamente accurata.

La Bella Ciao moderna non è un canto comunista, ne tantomeno un canto di sinistra, ma allora perché la sinistra l'ha politicizzata? La risposta è... non è così.

Bella Ciao, come la conosciamo oggi nasce dalla Resistenza partigiana. È un periodo storico che è raccontato con molta ignoranza, perché il sistema scolastico non può o non vuole approfondire le mille sfaccettature di un paese così diviso in quel periodo. Ma sono proprio quelle divisioni a unire il paese nel dopoguerra. Si, perché i partigiani non sono soltanto di sinistra, anzi, c'erano molti partigiani confluiti poi nella Democrazia Cristiana, c'erano anche imprenditori, non solo operai ad essersi sollevati contro il nazifascismo. La stessa Festa della Liberazione del 25 aprile non è una festa comunista, fu Alcide De Gasperi, democristiano della prima ora, a istituire questa ricorrenza.

Abbiamo appena superato un 25 aprile che non è mai stato così diviso e divisivo nella storia. Ho sentito tanti espertoni dare la colpa ai giovani che non hanno capito il valore di questa festa. Una ricorrenza che ci ricorda che possiamo essere uniti anche sotto più bandiere, anche quelle sporche di sangue, così come hanno fatto i nostri veri liberatori. Dico veri liberatori, perché bisogna anche smetterla con questa narrazione degli americani, bravi e belli, che ci hanno liberato. Gli americani sono sbarcati in Sicilia per ammazzare i nazisti che hanno attaccato a Pearl Harbour. Ed è stato proprio grazie a quei partigiani che noi oggi non siamo una colonia americana ma una Repubblica democratica.

I giovani non sono stupidi, questi particolari li possono comprendere, e tanti giovani sono scesi in piazza, con le proprie idee. E forse se il 25 aprile c'era più gente in spiaggia che nelle piazze forse non è colpa di giovani che non hanno capito cos'è il 25 aprile, forse sono proprio i più grandi ad aver perso quei valori di unità nazionale. Se oggi molti cantano quella canzone soltanto perché l'hanno sentita ne' La Casa di Carta, senza capirne il significato, è perché sono gli adulti che dovrebbero insegnarci a non averne capito il significato.

I se e i ma non contano nulla. Il "ma c'erano anche i repubblichini" sbandierato dalla destra e un altro esempio del fatto che non si ha capito niente di cos'è il 25 aprile. Bella Ciao è diventato un canto di sinistra perché nessuno dalle altre parti politiche la canta più, ma la libertà non ha colore, è il valore più identitario e patriottico che esista.

Tornando all'articolo... Umberto Bossi era figlio di partigiani. La Lega nasce inizialmente come movimento politico antifascista. Un sindaco che dice ai dei bambini che Bella Ciao è politicizzata tradisce quei valori di libertà che dovrebbe rappresentare da sindaco, ma dimostra che ancora oggi, oggi più che mai, c'è bisogno di cantare questa canzone, capendola e facendo nostri i suoi valori.
27 apr 2026 alle 7:27