24 anni fa Milano si svegliò avvolta nella nebbia, e pianse 118 innocenti, uccisi dalla negligenza.

8 ottobre 2001, il mondo aveva tutti gli occhi puntati sull'Afghanistan, il giorno prima gli USA iniziarono la risposta militare ai drammatici attentati dell'11 settembre. Milano era avvolta nella nebbia appunto, qualcuno si era svegliato presto per prendere l'aereo, saluti, abbracci e quel pizzico di paura, c'era paura di volare dopo l'attacco alle Torri Gemelle, ma Milano in quel periodo si stava affacciando all'Europa come grande metropoli, e quel pizzico di paura veniva messo da parte. In viaggio c'erano operai, manager, e tantissime altre vite comuni.
In uno degli aeroporti più trafficati d'Europa avvenne un incidente spaventoso: al decollo di un aereo di linea della Scandinavian Airlines, un piccolo jet privato si ritrovò in mezzo alla pista di decollo. L'impatto fu inevitabile, e l'aereo si schiantò in un deposito bagagli in fondo alla pista.
Un boato che squarciò il cielo, ma incredibilmente nessuno, in mezzo alla nebbia, si accorse di niente. Per 4 minuti e 38 secondi nessuno si accorse che un aereo era dilaniato in mezzo alla pista e in fondo ad essa c'era un MD-87 in fiamme. 4 minuti e 38 secondi che avrebbero potuto fare la differenza nella vita di queste persone.
L'8 ottobre 2001 fece emergere gravissime negligenze nella gestione dell'aeroporto milanese, dall'assenza del radar di terra, fino alla disattivazione dei sensori che davano l'allarme per le invasioni di pista. Ma ciò che è più grave, è come furono trattati i parenti delle vittime, lasciati in sospeso per ore in una saletta dell'aeroporto. Immaginatevi essere portati in un hangar senza una parola detta, e ritrovarvi davanti a sacchi neri con i vostri cari dentro.
Il Disastro di Linate, il più grave disastro aereo della storia italiana, non trovò colpevoli, i pochi responsabili condannati usufruirono del indulto applicato dal Parlamento nel 2006, senza fare neanche un giorno di carcere.
Il Comitato 8 ottobre, riunisce i familiari della Strage, con un solo obbiettivo: battersi con ogni energia per la sicurezza dei trasporti. Linate cambiò volto e in tutta Europa furono introdotte nuove procedure per la visibilità ridotta. A ricordare questa strage c'è il Bosco dei Faggi, a pochi metri dall'Aeroporto. Io invece sono stata in via 8 ottobre 2001, al capolinea sud della linea M3. Qui c'è un piccolo monumento, un edificio diviso a metà da una freccia spezzata. Ero appena nata quando successe questo disastro, ma Milano, Viareggio, Isola del Giglio, Genova e tante altre città, portano cicatrici indelebili. Stragi diverse, si, ma che hanno un unico fattore comune: persone sbagliate nei posti sbagliati, capaci di uccidere gente innocente per guadagnare un po' di più.