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La Storia di Milano - Extra: Vestiti femminili di epoca longobarda

Negli ultimi capitoli abbiamo esplorato il periodo longobardo sotto il regno di Teodolinda, e non si può parlare di Teodolinda senza parlare anche di moda. Il vestiario di Teodolinda è il più avanzato per l'epoca, frutto di ricerca e attenzione nei tessuti e soprattutto negli accessori, che iniziano ad avere un ruolo primario nella moda femminile. Lo stile inoltre incarna perfettamente ciò che rappresenta Teodolinda per i Longobardi, uno stile che si mescola con quello romano e cristiano: "Siamo barbari di sangue, ma romani e cristiani nel prestigio".

Al di sotto delle vesti era utilizzata una camicia, comune all'abbigliamento maschile, oppure una lunga tunica, rigorosamente bianca, poiché essendo nascosta non richiedeva lavorazioni ulteriori. Il seno era invece sostenuto da lunghe fasce di tessuto avvolte intorno al busto. L'intimo inferiore era lasciato libero, a differenza degli uomini, che videro il debutto della femoralia (ovvero dei mutandoni) e delle brache (i primi pantaloni). Nelle giornate più fredde era frequente coprire le gambe con delle fasce, ma non c'era niente con una funzione "igienica". Sopra alle sottovesti altre tuniche, come per i romani ci si vestiva a strati, specialmente in inverno e nei lunghi viaggi.

Inizia ad essere d'uso frequente, almeno per la nobiltà, la camicia da notte. In età antica si dormiva nude o con i vestiti del giorno.Di giorno invece gli abiti sono all'insegna della fastosità. Grazie ai contatti con Bisanzio, la regina introdusse tessuti leggeri e colorati. Il colore porpora, un tempo riservato esclusivamente agli imperatori romani, iniziò a comparire nelle vesti della corte longobarda, segnalando la loro legittimazione al potere. Poi c'è il broccato, tessuto pregiato e lussuoso, caratterizzato da disegni complessi e in rilievo (come fiori, motivi geometrici) creati con trame supplementari di seta o filati metallici (oro, argento) su un tessuto di fondo. Il talento longobardo nella lavorazione dei metalli, in particolare dell'oro, permetteva di utilizzare fili metallici sottilissimi per la decorazione di questi abiti.Oro che ricorre molto anche nei gioielli. Orecchini, bracciali e anelli sono il principale corredo, anche per gli uomini. Dalle cronache di Paolo Diacono e dai reperti, sappiamo che le donne della nobiltà raccoglievano i capelli in trecce elaborate, spesso decorate con nastri di seta o spilloni d'oro decorati a "testa di uccello". Utilizzavano fibule a staffa (spille enormi e decorate) non solo per utilità, ma per fissare mantelli che dovevano comunicare il rango sociale a colpo d'occhio.Poco si sa degli abiti comuni. Sicuramente mancava la varietà e la sfarzosità dell'abbigliamento nobiliare, ma con molta probabilità non mancavano decorazioni anche in questi abiti, anche se meno raffinati.
23 gen 2026 alle 7:50