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Nelle nostre campagne è pieno di tarassaco (la pianta che fa il dente di leone per intenderci).

È considerata da molti una pianta infestante, ma può essere un ottima risorsa naturale. Il tarassaco infatti ha tantissime proprietà benefiche.

Nel 2023 però un tipo "esperto" di erbe officinali è morto per aver scambiato il tarassaco per una pianta velenosa. Panico, e nessuno le raccoglie più.

Che mi dispiace per lui, ma bisogna essere veramente scemi per scambiare queste due:

Questo è tarassaco e si può mangiareQuesto è senecio e non si può mangiareNon viene specificato con che cosa abbia fatto confusione, ma è veramente difficile sbagliarsi per un esperto. Esiste ad esempio anche la Lactuca virosa (già il nome è un programma) ma che di comune ha solo il colore del fiore.

Al di là delle paure (legittime) di autoavvelenarsi, il problema dell'ignorare grandi risorse che abbiamo per importare merda lo abbiamo in tutto.

Il granchio blu ad esempio... una piaga per i nostri pescatori e una grande moda per i ristoratori. Tu magari provi il granchio blu pensando di aiutare i nostri pescatori, ma invece stai mangiando un prodotto importato dalla Turchia. Perché? Perché siamo scemi e il nostro alieno è più piccolino rispetto a quelli utilizzati. Più grande è più valore ha, perché il prodotto ittico non si misura in qualità e neanche in numero di esemplari che rompono le scatole, ma in peso alla bilancia.

Il cacao... noi europei siamo i principali consumatori, e pur di soddisfare i nostri capricci il sud america sta spazzando via uno dei più grossi polmoni verdi del pianeta. E chissenefrega se la Sicilia deve buttare via ogni anno tonnellate di carruba, che è un valido sostituto del cioccolato, ma che schifo è la carruba...

Non seguiamo più la stagionalità della frutta, e per questo ne buttiamo veramente un sacco, importando tonnellate di robaccia piena di pesticidi.

Ma da quando siamo diventati così schizzinosi? È un problema politico, perché la politica ha voluto fare del cibo il biglietto da visita del nostro made in Italy. Ma la cucina italiana è sporca, è povera, e fatta di improvvisazione, di influenze, di evoluzioni. Non è il piatto bello luccicante che si vede su Instagram. La cucina italiana è fatta di nonne che raccolgono il tarassaco, è fatta di pescatori che tirano le reti e si mangia quel che c'è, è fatta di periodicità e di stagionalità.

In Italia abbiamo iniziato a parlare di cucina a fornelli spenti. Sono tutti cuochi, tutti sanno la ricetta giusta... spegnete la TV, unfollowate Cracco e ascoltate le persone più anziane, le nonnine dei piccoli borghi, le vere custodi della cucina made in Italy.

Nonna Pali ad esempio mi ha insegnato una cosa importante: non esiste ricetta sbagliata. Ed è vero, maledizione, è dannatamente vero.
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24 ott 2025 alle 21:09

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