vi trascrivo una cagata che scrissi su inse qualche mese fa, quando stavo malino… perché idk
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deve necessariamente esserci un limite all’intensità di ciò che possiamo patire
è confortevole per quanto riguarda sensazioni negative… ti calma sapere che puoi provare solo tanto dolore, tanta tristezza, tanta paura, tanta sofferenza ecc.; non è detto che raggiungerai mai questo limite, ma ti conforta sapere che raggiunto quello non può andare peggio… dopo un certo punto queste sensazioni possono solo prolungare in durata, non aumentare di intensità… può darsi che per alcuni tali sensazioni possano “infinitamente” prolungarsi in durata e cedere solamente con la morte, ma penso sia improbabile provare qualcosa con un’intensità e una durata massima
boh, la finitezza tende a turbarmi, ma l’infinità ancor di più… in genere quando si sta male si tende a concepire tutto in maniera estrema e statica, si vede tutto tramite una lente di perennità… poi la finitezza turba poiché estranea e inconcepibile, sopratutto per una mente agitata e disfunzionale a causa del dolore, che tende a pensare in maniera semplicistica; di conseguenza si cerca di andare oltre, la si interpreta come qualcos’altro e non come la mera cessione di ciò che era, poiché il nulla non lo si può concepire
la finitezza spaventa, eppure è l’unica cosa a rendere così tanti aspetti della vita (se non la vita stessa) tollerabili… però lo stesso concetto può essere applicato a sensazioni positive, mi rattrista un po’ pensare che sia possibile provare solo così tanta gioia, amore o piacere
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rileggendo non trasparisce un cazzo di ciò che intendessi dalle parole, but whatever, mi coño 🐱🫶