Avatar Pali 🌻 Riflessione
La natura ha tempi diversi, lenti, ma inesorabili.

La penisola italiana, e in questo caso l'isola siciliana, è un territorio complesso, difficile da adattare alle nostre esigenze.

Questa complessità però è marcata ulteriormente da una profonda inefficienza politica.

Pensate che il terremoto di Messina del 1908 è storia? No, nel 2026 a Messina ci sono ancora le baraccopoli.

Pensate che L'Acquila sia stata ricostruita del tutto? Il centro storico è ancora semideserto.

Per non parlare delle perenni esondazioni, sintomo che i nostri corsi d'acqua, strozzati dall'uomo, hanno un disperato bisogno di respirare. L'Unione Europea ha imposto ai suoi paesi di ripristinare i suoi corsi d'acqua più importanti: Entro il 2030, almeno 25.000 km di fiumi dovranno essere ripristinati come fiumi a scorrimento libero. Siamo già nel 2026, anno in cui scade il termine per presentare il Piano nazionale di ripristino, che ancora latita nei piani del governo Meloni. E intanto l'acqua scorre, lenta e inarrestabile. La natura non rispetta le nostre leggi, le impone. Le leggi della natura sono severe, ma democratiche, poiché tutto funziona in maniera uguale. La legge della natura impone che il terreno ha bisogno di respiro e di stabilità: respiro dato dalla vegetazione di superfice, stabilità data dalla vegetazione arborea.

Se non si rispetta questa regola fondamentale, la natura si riprende ciò che è suo. Non si può parlare di tragedie inevitabili o di emergenze. Questo non è inevitabile e questa non è una emergenza. Bisogna ripensare il nostro modo di costruire, più che altro nei criteri e non nella tecnica (in cui siamo maestri). Non bisogna chiedersi se una casa è abusiva o no, bisogna chiedersi perché in città come Niscemi si è arrivati a costruire fino al bordo di una collina.
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28 gen 2026 alle 6:44 (modificato)

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