Ciao. Parliamo di una roba.
Fate finta che io sono Italo Calvino. Che senso ha costringere un ragazzo a far studiare i contenuti delle proprie opere, senza darli il tempo di esplorare davvero? Le interrogazioni per me, sono una delle cose più inutili che esistano, solo perchè tolgono tanto tempo utilizzabile per appassionarsi davvero alle robe che cercano di insegnarti. Che sbaglio spaventoso far diventare la valutazione di primaria importanza e mettere in secondo piano le letture, le domande e la perdita di sé stessi nel testo.
voglio sfruttare questo discorso per farne uno mio. Ha assolutamente ragione, però c'è anche un problema dall'altro lato.
la mia ex professoressa di italiano delle superiori penso me la ricorderò a vita, è stata in grado di rendere interessante e appassionante qualsiasi autore, anche quelli più apparentemente noiosi da studiare, lei era in grado di creare spunti e riflessioni su tutto, e parte del mio modo di esprimermi e analizzare le cose lo devo anche a lei. Il fatto è che questa cosa viene spesso sottovalutata dagli studenti, io in classe avevo la maggior parte dei miei compagni che non sopportava la prof proprio perché era troppo prolissa a detta loro e "spiegava inutilmente", quando a loro interessava solo avere i voti rapidamente.
Ovvio che ho preso l'estremo opposto rispetto al post originale, però è per dire che comunque esistono delle scale di grigi e di situazioni diverse, ci sono sia professori che pensano solo al voto, ma anche studenti che pensano solo al voto
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11 giu 2026 alle 21:13

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