Nayt - "Prima che"
"La realtà non si vede finché io non ti vedo finché tu non vedi me"
Poco sotto continua:
"La realtà non si vede finché tu non mi vedi finché io non ci vedo te"
non so cosa voglia dire di preciso ma mi pare figo dire che noi non percepiamo davvero cosa è il reale finché non ci riconosciamo a vicenda come esseri umani.
"io non credo a chi mi ama di più non credo abbia valore / perché in tutta questa roba che c'ho addosso mi confondo / e non so se mi conforta o mi ostacola il confronto"
il senso generale della canzone, se lo intendo bene, è cosa siamo in cosa consiste la nostra personalità prima di tutte le "sovrastrutture" sociali che ci mettiamo addosso. Anche l'amore, almeno in certi casi, è una sovrastruttura: diciamo di amare perché fa figo dirlo, ma non per un sincero legame con la persona che amiamo. Quanto ameremmo davvero senza la necessità di impressionare gli altri? E queste sovrastrutture sono una roba "che abbiamo addosso", che non ci conforta ma ostacola il confronto con noi stessi, con chi siamo davvero.
"Prima di essere scontato o di essere scordato / Prima di essere qualcuno che vuol essere ascoltato / prima che tu faccia un post, prima che controlli i like / prima che tu dia potere agli altri su quello che fai / prima di mettere i vestiti, dell'amore di esserne investiti / di crescere aggressivi, chi siamo?"
quante delle nostre azioni sono fatte per impressionare, determinate dalla volontà di "essere ascoltati", quanto di noi lo facciamo dipendere dall'approvazione degli altri, al punto da scoprire che la nostra autostima è costituita dai loro giudizi? Quanto, nel far dipendere la nostra identità dagli altri, diamo loro il potere su quello che facciamo? Di nuovo, la metafora delle sovrastrutture sociali come di una sorta di abbigliamento che da un lato ci dà dignità e dall'altro ci impedisce un vero contatto con la nostra natura.
Insomma prima della volontà di colpire gli altri, chi siamo noi?
@AugustusPrinceps
Founder OP