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Capo Peloro, la punta siciliana più vicina al continente.La Sicilia, un isola bellissima che da millenni custodisce tesori di civiltà, come il bellissimo sito archeologico di Agrigento, o il teatro romano di Siracusa. Ma ci sono anche tanti tesori naturali, dal gigante Etna alla bellissima riserva del monte Cofano.

A Capo Peloro c'è una spiaggia, da cui svetta un enorme traliccio, senza cavi. All'orizzonte si vede la Calabria, a un tocco di mano, ma separata dallo Stretto di Messina. Laggiù si vede un altro traliccio. Torre Faro sul lato siciliano e Santa Trada sul lato calabrese, hanno dominato le due estremità, seppellendo i mostri di Scilla e Cariddi.

Su questi due piloni, tra il 1955 e il 1985 ci passavano i cavi dell'alta tensione. La loro costruzione fu in impresa titanica che coinvolse il paese da Nord a Sud, dai progetti di Riccardo Morandi alla realizzazione dei componenti alla Falck di Sesto San Giovanni, le prove tecniche a Lecco e il trasporto fino a laggiù, dove il mondo finiva. Si, perché il Sud Italia era un mondo completamente a parte in quel 1955, nel bene e nel male.

Prima di arrivare a Capo Peloro una monzese deve fare un lungo viaggio, si parte presto, con il bagagliaio pieno, tre anime che si alternano al volante. Attraversare l'Italia è anche un viaggio nella politica del paese. Lodi, Parma, Reggio Emilia, poi Bologna, l'appennino tosco-emiliano, verso Firenze. Qua l'Autostrada del Sole doveva scendere direttamente a Roma, ma invece ci dobbiamo dirigere verso Arezzo. Arezzo... la terra di Amintore Fanfani, tra i principali promotori della Milano-Napoli. Una deviazione scelta per volontà politica.

Roma, poi Napoli. E dopo c'è la Salerno-Reggio Calabria, lunga e tortuosa come la sua storia, fatta di molte deviazioni per accontentare Ciriaco De Mita. Scelte per volontà politica, come l'omessa vigilanza sui finanziamenti della cassa del Mezzogiorno, anche quella è una scelta politica.

Per andare in Sicilia si esce a Villa San Giovanni. Una piccola cittadina la cui costa è fatta di corsie per gli imbarchi. Zancle di Caronte & Tourist è il traghetto che abbiamo preso, il nome omaggia la denominazione antica di Messina. Il biglietto andata e ritorno con auto, valido 90 giorni costa 80€. Mezz'ora di attesa per imbarcarsi, 20 minuti di traversata e 3/4 d'ora per uscire dalla zona portuale di Messina. Una scelta politica.

La prima tappa siciliana è stata proprio Capo Peloro. Quei piloni immensi che hanno portato il progresso in Sicilia attraverso l'energia elettrica. I cavi non ci sono più? No, ci sono ancora, ma sono sott'acqua. Progresso.

Se si seguisse il progresso invece? Esattamente come quel cavo. Un collegamento sottomarino... il tunnel di Archimede al posto di un ponte. Costa meno? Si. Ha un impatto ambientale quasi nullo? Si. Ma allora perché un ponte? Scelte politiche. Forse è meglio dire scelte dei politici.
30 ott 2025 alle 15:01