C'è un esperto di comunicazione che mi capita spesso e volentieri su TikTok, ha commentato il video di Iacchetti che scazza, criticandolo per essere caduto in una trappola comunicativa. Ora, che lo fosse non c'è alcun dubbio, la visione di questo tipo era fatta in maniera oggettiva e fredda, ma è qui che casca l'asino e la cosa si fa intrigante.
Pur avendo lui ragione, nei commenti c'era molto disaccordo. Pur avendo lui fatto un errore, sottovalutando il pubblico che a suo parere non comprendeva il paradosso di Popper, non ha comunque sbagliato.
Ciò conferma quello che ho sempre pensato: la Plaestina è un'anomalia comunicativa.
Ha acceso i riflettori sul divario tra élite politica ed elettori di ceto medio-basso, evidenziando il bias comunicativo enorme. Ha dimostrato l'incapacità dei governi di ascoltare i propri cittadini, venduti a favore di Israele, e ha provato oltre ogni ragionevole dubbio la falsità dell'occidente.
Ha messo alla gogna ogni tipo di celebrità, creando una divisione netta, e ha creato tumulti significativi dentro ogni governo sedicente democratico.
A creare questa anomalia è l'atteggiamento della politica: ipocrita, ignavo e soprattutto elitario. L'élite è Israele, che viene elevata perfino sopra ai nativi nei vari stati.
È stato un errore tragico dettato dal denaro e dalla convinzione di impunità. Dopo aver usato i social per colmare la distanza con l'elettorato, adesso li ignorano apertamente girando la testa dall'altra parte. Se riescono, usano mezzi di manipolazione social a dir poco fallimentari.
Hanno l'opinione della gente davanti agli occhi ma scelgono di ignorarla per fare carezze ai sionisti.
Vi siete chiesti perché in Nepal è esploso tutto proprio quando il governo ha vietato i social? Già.
Lo dissi, a mio tempo, che la manipolazione massiccia dei social di Musk prima o poi sarebbe scoppiata in faccia a qualcuno. Il Nepal, la Flotilia, sono solo esempi di quanto ormai il popolo e i governi siano irrimediabilmente separati, incapaci di comunicare tra loro. O meglio, il popolo comunica eccome, è la politica che non è capace di ascoltare.
Piacciano o meno, i social sono uno strumento terrificante e soprattutto a doppia lama. La politica, che non ha mai avuto bisogno di giustificare più di molto il proprio agire e che fino a una 20ina di anni fa poteva attuare propaganda massiccia senza il minimo ostacolo, adesso ignora i bastoni tra le ruote sperando che il carro funzioni bene. Ovviamente, non funziona.
Le tattiche solite di comunicazione qua non possono più essere applicate. Iacchetti ha raccolto una flotta di consensi perché ha portato sullo schermo delle domande che non si sentono quasi mai fare ma che tutti hanno. Per lo stesso motivo, ha raccolto numerose minacce.
Nel mondo della comunicazione questo è totalmente nuovo.