La maestosità della natura: affascinante, a tratti terribile, ma è da qui che nasce tutto. Anno dopo anno hanno buttato fuori dal centro della Terra il terreno nel quale noi poggiamo i piedi.La bellezza di quel bianco della neve, che si mescola al nero della cenere, al rosso della lava, un mix di colori incredibilmente affascinante. Ma oltre la bellezza c'è anche la potenza, la forza della natura, quelle esplosioni, che un tempo si pensava fossero le martellate del dio Efesto sulla propria incudine, in realtà sono il motore della vita, gas che si espandono, sprigionandosi dal magma, che premono fino a lanciare in aria ciò che la Terra nasconde sotto i nostri piedi.
Ed ecco formarsi l'Etna. Nella mitologia greca Etna era la figlia di Urano (dio della notte) e Gea (la dea della terra). Diede il suo nome al vulcano dopo che imprigionò il drago Tifone nelle sue viscere.
Come già detto, al suo interno la mitologia vuole che ci sia la fucina di Efesto, dio del fuoco. Le dispute tra Efesto e Demetra, dea della fertilità , sono arbitrate proprio dalla dea Etna. Ok, è una leggenda, ma alla base c'è una verità importante: la Sicilia è una terra di vulcani e frumento, di distruzione e di creazione. Non esiste terreno più fertile, per questo quel piccolo gigante chiamato Uomo ci costruisce sopra. Si assume i rischi di quella forza della natura, che sa dare tanto, ma anche togliere tutto.
L'anno scorso sono stata a Catania, città meravigliosa, fortemente legata al suo vulcano. I paesini alle sue pendici hanno storie millenarie. Ma è lassù che c'è il vero spettacolo, dove l'uomo arriva a fatica. Oggi Efesto e Demetra hanno dato di nuovo battaglia.