Che domande, Lenin. Breve ricordo, a 12/13 anni presi in mano la sua biografia e iniziai a leggerla. Non l'ho mai finita ma credo che i miei problemi siano cominciati allora 🤔Post muto



Mhh
INVOCO:
Notte raga ;)
Notte raga ;)
Eliminato
Originale
Bene ragazzi la prova è andata bene, vi voglio tutti pronti la prossima volta. Bravi tutti, fatevi un bell'applauso
Eh vabbè sono entrato nel momento giusto, tanti auguri @abendrot ☺️🥳
Buonanotte hintini :)
Lo scacchista
Lo scacchista siede in silenzio dietro il suo esercito senza volto. Muove una pedina, poi un'altra, poi un'altra ancora. "Scacco matto" pensa, poi guarda il cielo, dove si nasconde il nemico più tremendo. Con una smorfia saluta l'ennesimo sfidante, si alza e va via. Non ha più nulla da imparare eppure ogni mattina torna a quel tavolo e gioca. Vincere non ha importanza, anzi è diventato piuttosto nauseante. Ma quella logica lo avvolgeva con la dolcezza di un ricordo d'infanzia. Aveva incontrato il gioco da bambino, rovistando tra i ricordi in un pomeriggio piovoso, per non lasciarlo più. Passava ore fissando il campo con la curiosità di uno scienziato, tentando di afferrare i suoi segreti più profondi. Lui che conosceva solo l'angoscia non poteva proprio capire la calma dei burattini. Era come se le pedine portassero ordine in una vita di rottami. In una casa vuota, per la prima volta, aveva incontrato uno scopo, e visto in volto il suo avversario. La partita continua da allora. Quel bambino rincorre l'imprevedibile per imprigionarlo tra i pensieri come una farfalla nella rete. Il peggior nemico per l'uomo è proprio lui, l'ignoto, il caso, ognuno può chiamarlo come vuole e poi sognare di batterlo. Eppure qualcuno di tanto in tanto ci crede davvero, immagina di inaugurare una crociata contro il destino, sellare il cavallo e assediarlo, l'ignoto. "Ma queste sono metafore" direbbe lui, ricordando che un tono da feroce guerriero proprio non gli si addice e al contempo invocando la serietà della sua missione. Lo scopo che le pedine gli avevano mostrato è la serenità dell'ordine, un futuro dove tutto ha il suo posto e la vita splende di perfezione matematica. Quando le mani afferrano i pezzi sente il brivido di quella visione commovente, allora gli sembra di toccare l'eternità...e di lasciar andare il piccolo bambino spaventato. Così, seduto al suo tavolo diventa un architetto di armonie, eleganti come schemi di pensiero, elettriche come le scintille nervose che dispongono ogni pezzo nella composizione definitiva. Sul campo da gioco la logica e la pianificazione vincono sul destino e sul caos, sempre. E lui è finito lì per caso, il caso che tanto disprezza. Perché in un pomeriggio piovoso, a rovistare tra i frammenti del passato erano in due, il bambino e la sorte. Forse la fortuna cercava qualcuno con cui giocare, e magari al momento di accettare la sconfitta lo scacchista ricomincerà la partita, stavolta con un volto e un nome diversi. Allora avrà finalmente raggiunto il cielo
Lo scacchista siede in silenzio dietro il suo esercito senza volto. Muove una pedina, poi un'altra, poi un'altra ancora. "Scacco matto" pensa, poi guarda il cielo, dove si nasconde il nemico più tremendo. Con una smorfia saluta l'ennesimo sfidante, si alza e va via. Non ha più nulla da imparare eppure ogni mattina torna a quel tavolo e gioca. Vincere non ha importanza, anzi è diventato piuttosto nauseante. Ma quella logica lo avvolgeva con la dolcezza di un ricordo d'infanzia. Aveva incontrato il gioco da bambino, rovistando tra i ricordi in un pomeriggio piovoso, per non lasciarlo più. Passava ore fissando il campo con la curiosità di uno scienziato, tentando di afferrare i suoi segreti più profondi. Lui che conosceva solo l'angoscia non poteva proprio capire la calma dei burattini. Era come se le pedine portassero ordine in una vita di rottami. In una casa vuota, per la prima volta, aveva incontrato uno scopo, e visto in volto il suo avversario. La partita continua da allora. Quel bambino rincorre l'imprevedibile per imprigionarlo tra i pensieri come una farfalla nella rete. Il peggior nemico per l'uomo è proprio lui, l'ignoto, il caso, ognuno può chiamarlo come vuole e poi sognare di batterlo. Eppure qualcuno di tanto in tanto ci crede davvero, immagina di inaugurare una crociata contro il destino, sellare il cavallo e assediarlo, l'ignoto. "Ma queste sono metafore" direbbe lui, ricordando che un tono da feroce guerriero proprio non gli si addice e al contempo invocando la serietà della sua missione. Lo scopo che le pedine gli avevano mostrato è la serenità dell'ordine, un futuro dove tutto ha il suo posto e la vita splende di perfezione matematica. Quando le mani afferrano i pezzi sente il brivido di quella visione commovente, allora gli sembra di toccare l'eternità...e di lasciar andare il piccolo bambino spaventato. Così, seduto al suo tavolo diventa un architetto di armonie, eleganti come schemi di pensiero, elettriche come le scintille nervose che dispongono ogni pezzo nella composizione definitiva. Sul campo da gioco la logica e la pianificazione vincono sul destino e sul caos, sempre. E lui è finito lì per caso, il caso che tanto disprezza. Perché in un pomeriggio piovoso, a rovistare tra i frammenti del passato erano in due, il bambino e la sorte. Forse la fortuna cercava qualcuno con cui giocare, e magari al momento di accettare la sconfitta lo scacchista ricomincerà la partita, stavolta con un volto e un nome diversi. Allora avrà finalmente raggiunto il cielo
Finalmente sono libero 😭

Con tutti questi mici proporrei di creare un canale Hint anche per loro dove possono insultare i padroni e progettare la conquista del mondo
Sono a 104 punti su 200 per il badge sapiente. Fine
L'Italia dopo 80 anni di monarchia, 20 anni di fascismo, 50 anni di democrazia cristiana (quindi di Stati Uniti), altri 20 anni di destra populista che viene distrutta dalla sinistra: 

Salve a tuttiCi pensate che fra migliaia di spermatozoi abbiamo vinto proprio noi
Mah oh siamo troppo forti
Mah oh siamo troppo forti
Gli altri potevano impegnarsi di più
Oggi vi parlo di un libro...no, non è il Kamasutra brutti pervertiti. Direttamente dalla patria del trifoglio e dell'alcolismo, ecco a voi il Book of Kells. Guardando le foto potreste pensare che sia stato vomitato da un prete dopo un'indigestione di arcobaleni...tranquilli, è solo una raccolta dei quattro vangeli. Non ho molta voglia di parlare di religione perciò vi propongo un esperimento. Provate a mettere quattro monaci, un libro di fiabe irlandesi, una botte di birra a testa e tanto ma proprio tanto pigmento in un monastero sulla costa sperduta dell'Irlanda. Fatelo razziare dai vichinghi un mese si e l'altro pure, e dopo qualche decennio ecco cosa troverete:
Quando si annoiavano loro creavano capolavori, tu che scusa hai?! Guardate i disegni, guardate i colori...quella è la faccia che ha il bro mentre propone di accenderne un'altra. Questo coso per secoli pensavano l'avessero fatto gli angeli. E la madonna, direte (che squallore questo post). No lei aveva un impegno e non poteva, comunque quando l'hanno passato al microscopio hanno scoperto intere pagine senza errori, spazi vuoti, sviste. Questo coso è perfetto. Quando l'ho visto a Dublino sono rimasto senza parole...lo splendore delle pagine toglie il fiato . Ah già, dimenticavo di dire che il libro di Kells ha 1200 anni. Un'ultima cosa, vedete quell'intreccio nella cornice della foto sopra simile a un laccio? Quello è un classico motivo dell'arte celtica, perché senza la cultura irlandese precristiana (che in quel periodo stava sparendo) questi quattro ubriaconi non avrebbero mai creato nulla di tutto ciò.


Quando si annoiavano loro creavano capolavori, tu che scusa hai?! Guardate i disegni, guardate i colori...quella è la faccia che ha il bro mentre propone di accenderne un'altra. Questo coso per secoli pensavano l'avessero fatto gli angeli. E la madonna, direte (che squallore questo post). No lei aveva un impegno e non poteva, comunque quando l'hanno passato al microscopio hanno scoperto intere pagine senza errori, spazi vuoti, sviste. Questo coso è perfetto. Quando l'ho visto a Dublino sono rimasto senza parole...lo splendore delle pagine toglie il fiato . Ah già, dimenticavo di dire che il libro di Kells ha 1200 anni. Un'ultima cosa, vedete quell'intreccio nella cornice della foto sopra simile a un laccio? Quello è un classico motivo dell'arte celtica, perché senza la cultura irlandese precristiana (che in quel periodo stava sparendo) questi quattro ubriaconi non avrebbero mai creato nulla di tutto ciò.


