È difficile non fare domande che ti vengono su un tema quando diventa evidente che nessuno vuole le tue domande su quel tema. E meno risposte ricevo, più ho domande da fare.
Pensando al fatto che dovrò prepararmi a leggere per mesi qui sopra le battute della transofobica che non ha neanche le palle di ammetterlo. Che fatica.
Circa 5 anni di relazione, diventeranno circa 6 a Gennaio/Dicembre. Mia madre ci dava per spacciati fin dall'inizio. Sarà per questo che ormai si è rassegnata. Non sembra, ma è passato molto tempo. Non avrei mai potuto fare una previsione così rosea.
Pensavo a come la mutazione sia parte integrate della natura, uomo compreso. L'uomo stesso è mutevole prima di tutto nel pensiero e poi nella fisicità. L'uomo che non muta è un uomo morto e stagnante. Nello stagno sopravvive solo chi muta, non chi è più forte. È come recintare una prateria, puoi mettere il recinto ma il prato rimarrà lì e prima o poi ricrescerà, se possibile anche dal tuo cadavere anni dopo la tua morte. Il recinto non è servito a niente. Se cementi il prato, hai vinto la natura, ma quanto può durare? Il primo aquazzone ti devasta il cortile. Ci sono cose inevitabili, mutevoli per natura come lo è la terra stessa. Mutano le stagioni, gli ecosistemi, le terre, gli uomini, i governi, i pensieri. Nulla è immutabile, è tutto transitorio e in costante evoluzione. Opporsi vuol dire svanire. In quest'ottica, la critica alla comunità trans si fa anacronistica. Le regole che abbiamo inventato e mutato milioni di volte nel tempo non sono un recinto sufficiente a contenere l'uomo e le sue mille sfaccettature. Ed è naturale che chi vive all'interno del recinto tema quello che c'è fuori. Perché non dovrebbe? Non lo capisce, non sa nuotare nel mondo e quindi si aggrappa al recinto. Un'isola però può fare ben poco contro un intero oceano. Stracciarsi le vesti per delle catene e una staccionata è la cosa più contro natura che un uomo possa fare. Tutto muta, non abbiate paura. Anche voi uscirete dalla crisalide.
Il miei amici più stretti mi dicono che il fastidio mi si legge in faccia. Io sono sempre stato convinto di avere una faccia da poker invidiabile, in realtà. Seguendo il flusso di pensieri precedente (sì, questo è un periodo egoriferito di autovalutazione, perciò parlo soprattutto di me), penso a come persone che io ritenga stupide per molti versi ma non cattive si confidino con me. Loro non sembrano notare il mio fastidio verso certe loro affermazioni. Questa differenza apre le porte a varie teorie e sono motlo diverse tra loro, non posso provarne una senza sacrificare l'altra. Il mio terapeuta direbbe di evitare di fare esperimenti sulle persone, ma anche quello porterebbe a risultati da analizzare per uno come me. Alla fine ho cambiato solo i miei obiettivi e priorità, non il mio modo di fare.
Ora che ci penso meglio, in realtà anche prima che litigavo molto di più e provocavo il doppio avevo una pazienza enorme. È difficilissimo vedere una persona fare un'affermazione di una stupidità inaudita e non darle della stupida quando ce l'hai in bocca. Badate bene che ho sempre avuto una manica molto più larga di quanto sembrasse per la stupidità. Io a malapena ci credo alla stupidità, fatico a convincermi che non sia una scelta.
Più che incazzarmi oramai mi rompo i coglioniNon so se avete presente sentirsi talmente insofferente da non avere nemmeno la voglia di discutere con qualcuno.
Come fanno i pdf i dipendenti pubblici , come cazzo è possibile che ogni singolo file sia corrotto? Come cazzo è possibile che mezzo pianeta usi un programma e tu dai il pdf che non è compatibile con quel di programma? Ma per quale di motivo mi devi complicare la vita con un di pdf? Un pdf, porca puttana.